16 maggio 2018 08:30

PROFUGHI ADRIA

“Accoglienza volontaria? Noi diciamo no”

Parte il tour di Emanuela Beltrame
L'inaugurazione della sede elettorale


ADRIA – “Sprar ad Adria? La cosa per noi è fuori discussione”. Così, a Cavanella Po, da cui ha preso il via il tour delle frazioni, Emanuela Beltrame non usa giri di parole e boccia senza appello il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati: il candidato sindaco di Lega e Forza Italia stronca infatti con forza ogni ipotesi futura di adesione da parte del Comune al servizio del Ministero dell’Interno.

Palazzo Tassoni, dunque, con l’avvocato al timone dell’amministrazione, non sposerà in alcun modo la rete che gestisce a livello locale i vari progetti di assistenza e integrazione. “Ci opponiamo – spiega Beltrame – e opporremo in modo netto ad ogni soluzione che prospetti l’arrivo sul nostro territorio di altri immigrati, sia perché non crediamo a questo tipo di soluzione nel particolare, sia perché a livello generale riteniamo che la precedenza debba andare comunque ai nostri concittadini italiani. Mi spiego: prima di pensare ad iniziative ad hoc per chi viene da fuori occorre intervenire in aiuto, diciamo pure in soccorso, dei nostri pensionati, delle nostre famiglie, dei nostri disoccupati e dei nostri giovani. Non è una questione di principio, è piuttosto una questione di priorità…”.

Insomma, un no su tutta la linea che arriva a dispetto anche di alcune adesioni “eccellenti” – tra tutte Rovigo, Comune capoluogo pur a guida leghista – e su cui il candidato è quanto mai chiaro: “Se altri hanno deciso di aderire alla piattaforma del Viminale non è certo un problema nostro, io parlo solo per Adria e posso assicurare tutti che con la sottoscritta sindaco lo Sprar non entrerebbe di certo nella nostra agenda di governo”.

“Crediamo nel futuro di questo Paese – prosegue la Beltrame – e pensiamo che si debba iniziare già a livello locale a dare un segnale forte di indirizzo in questa direzione. Adria, rispetto ad altre realtà del Polesine, a parte poche e isolate situazioni di criticità, in materia di immigrazione è ancora un’isola relativamente felice e noi intendiamo lottare perché le cose restino così: non abbiamo certo bisogno nè vogliamo nuovi stranieri, la cosa dev’essere evidente a tutti”.

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