15 aprile 2018 19:23

COMUNE ROVIGO

“Senza Ascopiave saremmo alla canna del gas”

Matteo Masin ammonisce la maggioranza: "Così condanniamo a morte la spa"


ROVIGO – “Ho seguito entrambi gli incontri sulla destinazione dell’avanzo di amministrazione ed ho avuto la chiara impressione che, a fronte di cifre importanti, ma impossibili da spendere, la frustrazione abbia portato più di un componente di maggioranza a ragionare sulla possibilità di trovare altrove, le risorse da poter spendere per soddisfare le molte aspettative. E, vorrei essere smentito, mi sembra ci si stia orientando verso una possibile vendita di almeno una parte delle quote, di proprietà Asm spa, di Ascopiave. A parte la difficoltà nel poter realizzare questo progetto, prima di aver avviato indagini di mercato che potrebbero essere anche di durata superiore al mandato di questa amministrazione, come potrebbe Asm sanare i costi annuali di quelle attività, perennemente in perdita, tipo il verde pubblico, o riuscire a fare investimenti tipo quello riproposto ciclicamente su piazzale Di Vittorio?“.

Il consigliere di Coscienza Comune, Matteo Masin, dopo aver partecipato agli incontri per la destinazione dell’avanzo di amministrazione che, pur essendo consistente, non può essere utilizzato se non in minima parte (LEGGI ARTICOLO), chiede all’amministrazione di ripesare all’ipotesi, che si starebbe levando sempre più prepotentemente in maggioranza, di vendere le quote di Ascopiave. Se non fosse, infatti, per i dividenti che la spa riceve da Ascopiave, la partecipata al 100% comunale non riuscirebbe neppure a chiudere il suo bilancio. Per non parlare della possibilità di investire sul tanto decantato progetto di riqualificazione di piazzale Di Vittorio.

“Se passasse la linea di quelli che vogliono ad ogni costo fare ciò che hanno promesso si rischierebbe di perdere un vero prezioso tesoretto garanzia per la sopravvivenza di Asm e, di conseguenza di quei servizi perennemente in perdita che il Comune gli affida e che sono di fondamentale importanza per la cittadinanza”, conclude Masin. Una follia, insomma, secondo il consigliere, pensare di rinunciare ad un tesoretto così importante e condannare, di fatto, a morte la Spa.

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