22 marzo 2018 11:57

ECONOMIA ROVIGO

Primo distretto ittico d’Italia si presenta a buyers internazionali

Tre giorni di incontri ad Albarella per aprire il mercato a nuovi clienti dall'Europa dell'Est

ROVIGO – Il distretto ittico di Rovigo e Chioggia si presenta all’Europa. E lo fa organizzando un evento di incoming per operatori del settore, con una tre giorni di incontri all’interno dell’isola di Albarella, che unirà l’offerta locale alla domanda internazionale, con un occhio di riguardo verso i paesi dell’Est.

“Abbiamo chiamato direttamente i buyers di paesi in via di sviluppo nel nostro territorio – spiega Massimo Barbin, direttore territoriale Confindustria Venezia e Rovigo– , per far incontrare loro tutta la filiera del distretto ittico: i pescatori, chi lavora il pesce e chi lo commercia, in modo da creare un volano positivo per tutto il settore”. Il distretto ittico di Rovigo e Chioggia è infatti il più grande distretto d’Italia: segue solo quello di Mazzara del Vallo, che però non è dotato di una filiera completa di lavorazione e commercio del pese. “Ne fanno parte 2.500 imprese, per un totale di 8.500 addetti e un fatturato di circa 70 milioni di euro annuo”.

Proprio per unire le esigenze di tutti gli operatori del settore, quindi, si è sentita l’esigenza di creare un distretto polesano, nato nel 2003 su delibera Regionale, a cui si è poi aggiunto il territorio di Chioggia, molto simile in termini di esigenze e problematiche da affrontare. “Ci sono tante questioni importanti su cui agire – spiega Barbin -, lo dimostra la protesta di questi giorni dei pescatori di Pila e Porto Tolle. Il nostro territorio è delicato e necessita di costante manutenzione per garantire la possibilità ai pescatori di uscire in barca. Sono contento delle rassicurazioni arrivate dalla Regione, ovviamente però serve un intervento strutturale e costante, in quanto la natura ogni anno ci ripropone gli stessi problemi. Ognuno deve partecipare e fare la sua parte, anche gli operatori, come i Comuni locali”.

Per quanto riguarda la compresenza nel territorio del Parco Regionale del Delta del Po, e quindi di vincoli ambientali, Barbin afferma si tratti di un valore aggiunto: “Vero che ci sono alcuni vincoli da rispettare, ma come ovunque quando si parla di pesca, ma è vero anche che quando presentiamo i nostri prodotti ittici acquistano valore specificando che arrivano da un’area protetta come il Parco del Delta. E’ un biglietto da visita importante, da giocarsi orgogliosi”.

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