Pet corner

02 marzo 2018 09:29

PET CORNER

Microchip e anagrafe canina



di Lia Tamburin (*)

“Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente”.

Così esordisce all’articolo 1 della legge quadro 281/1991 che, stabilendo come obiettivi da perseguire la tutela degli animali d’affezione e la lotta al randagismo, ha individuato una serie di competenze ripartite tra Stato, Regioni e Province Autonome, e Comuni. In attuazione della predetta legge, le Regioni hanno provveduto all’emanazione di leggi regionali, con le quali sono stati individuati compiti e responsabilità sia delle pubbliche amministrazioni sia dei proprietari degli animali d’affezione: per quanto riguarda il Veneto la legge di riferimento è la legge regionale 60/1993.

Il microchip è un dispositivo elettronico di forma cilindrica (lunghezza 11 mm, diametro 2 mm) in materiale biocompatibile, che viene posizionato sotto la cute della parte sinistra del collo del cane con l’ausilio di una apposita siringa sterile monouso. Non può scaricarsi in quanto non ha batteria e contiene un codice di 15 cifre che viene rilevato da un apposito lettore avvicinato al collo del cane. Tale codice è univocamente riconducibile all’animale ed al suo proprietario che, ad esempio, verrà contattato dal Servizio veterinario pubblico locale in caso di ritrovamento dell’animale smarrito.

Dall’1 gennaio 2005 il microchip è l’unica modalità di identificazione, in sostituzione del tatuaggio nel padiglione auricolare o nell’interno coscia (modalità più dolorosa e soggetta a scolorimento con il passare del tempo). Il proprietario di un cane ha l’obbligo di far applicare il microchip all’animale, pena l’irrogazione di una sanzione amministrativa. Può rivolgersi al Servizio veterinario delle aziende sanitarie locali oppure a un veterinario libero professionista (munito delle specifiche autorizzazioni), i quali provvederanno anche alla contestuale iscrizione alla Banca dati regionale dell’Anagrafe canina: essa raccoglie le iscrizioni e le informazioni provenienti dai Servizi veterinari pubblici locali o dai veterinari liberi professionisti autorizzati.

Pena l’irrogazione di sanzione amministrativa, entro 15 giorni dall’avvenimento il proprietario del cane dovrà comunicare al Servizio veterinario pubblico locale il cambio di residenza, la cessione del cane ad altro soggetto, il furto, il decesso o lo smarrimento del cane. Il Servizio veterinario pubblico locale provvederà a sua volta alla registrazione delle variazioni nella Banca dati. In alternativa e per praticità, in caso di cambio di residenza o di decesso o furto o smarrimento del cane, tali variazioni possono essere registrate anche dal proprio veterinario libero professionista di fiducia, qualora sia munito delle specifiche autorizzazioni.

L’applicazione del microchip e l’iscrizione alla Banca dati sono fondamentali per consentire ai cani smarriti di ricongiungersi alle loro famiglie e prevenire gli abbandoni e costituiscono un adempimento imprescindibile per la tutela degli animali d’affezione e per la lotta al randagismo (fenomeno, quest’ultimo, che notoriamente costituisce una vera piaga in alcune zone della Penisola a causa della mancanza di informazione e sensibilizzazione della popolazione e della inefficiente gestione da parte delle amministrazioni).

(*) Avvocato e vicepresidente Lega Nazionale per la Difesa del Cane (sez. Rovigo)

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