12 marzo 2018 15:10

MEDICI PER L'AFRICA ROVIGO

“Prima gli altri”, il Cuamm si racconta

Testimonianza di don Dante Carraro, medico e sacerdote


ROVIGO – Domenica 11 marzo alle 15 presso il Teatro San Bortolo a Rovigo, il direttore di “Medici per l’Africa Cuamm” di Padova, don Dante Carraro, medico e sacerdote, è intervenuto per un incontro di informazione sulle attività oltre che sulla storia di quest’organismo che porta in concreto un aiuto notevole alle popolazioni africane più povere, là nel loro ambiente, nei luoghi della loro cultura e vita. Tante volte si dice che bisogna aiutare gli africani ad uscire da situazioni di povertà, malattia ed ignoranza là dove sono, in Africa: ebbene questo è da sempre lo stile del Cuamm.

Un progetto di carattere umanitario nato oltre mezzo secolo fa e mosso da una profonda ispirazione cristiana fatto proprio dalla Diocesi di Padova che pian piano ha ampliato i centri di intervento presso le popolazioni più povere ed è aumentata anche la partecipazione e l’impegno di volontari medici e infermieri. In luoghi dove la sanità non esiste, si diffondono le malattie e, soprattutto, madri e bimbi non riescono spesso a sopravvivere al parto. Occorrono strutture, medici e infermiere e soprattutto ostetriche.

Ogni anno nell’Africa sub-Sahariana 265mila donne muoiono a causa del parto e 1,2 milioni di bambini perdono la vita nel loro primo mese. Inoltre un bambino ogni tre, sotto i cinque anni, è denutrito e come ognuno di loro, anche una donna incinta su tre, il che li rende particolarmente esposti al rischio di malattia e morte. L’obiettivo del programma “Prima le mamme e i bambini. 1.000 di questi giorni (2017-2021)” è quello di garantire interventi nutrizionali a sostegno della mamma e del piccolo nei primi 1.000 giorni, cioè il tempo che va dall’inizio della gravidanza fino ai due anni di vita.

L’intervento intende raggiungere tutti e 7 i paesi dell’Africa sub-Sahariana in cui Medici con l’Africa Cuamm opera (Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania e Uganda) e si svolge in 10 ospedali e nei territori di riferimento per ottenere un risultato duraturo e concreto nella riduzione della mortalità materna e infantile. Si vuol arrivare a garantire a 320mila mamme il diritto al parto assistito e l’assistenza nutrizionale per loro e per i loro figli nei primi due anni di vita dei bambini.

L’organizzazione coinvolge nelle iniziative soprattutto le fasce più deboli della popolazione, in particolare le mamme e i bambini, con programmi di cura e prevenzione, interventi di sviluppo delle strutture sanitarie, attività dedicate ai malati HIV/Aids, tubercolosi, malaria), formazione di medici, infermieri, ostetriche e altre figure professionali.

Don Dante Carraro ha mostrato una sua forma di entusiasmo e di grande passione per il bene delle persone più deboli che la sala ha sottolineato con vari applausi. L’approfondimento sull’attività del Cuamm – dopo un primo intervento di don Silvio Baccaro ,responsabile diocesano della pastorale missionaria – era stato introdotto da Andrea Borgato, polesano che serve il Cuamm con il ruolo di responsabile amministrativo.

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