23 marzo 2018 14:58

L'EVENTO A ROVIGO

Delta sotto i riflettori, “uno e unico”: inaugurata la grande mostra

Taglio del nastro per l'esposizione curata da Barbera, direttore artistico della Mostra del cinema di Venezia

ROVIGO – Il Polesine, terra del Grande Fiume, ma anche di grande cinema. Proprio alle storie, ai protagonisti e ai paesaggi del Cinema che è stato girato nel Delta del Po è stata dedicata la mostra che si svolge a Palazzo Roverella da domani, sabato 24 marzo, al 1° luglio, curata da Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Comune di Rovigo e Accademia dei Concordi.

Si tratta di un ampia rassegna, anche multimediale, che racconta i tanti film – oltre 500 – che sono stati girati nel Delta del Po: da Luchino Visconti, con la sua “Ossessione”, a Pupi Avati (che doveva essere presente all’inaugurazione di oggi, 23 marzo, ma malato ha delegato il suo direttore di fotografia Cesare Bastelli) con “La casa dalle finestre che ridono”, passando per Mario Soldati che ha reso immortale Sophia Loren ne “La ragazza del fiume”, a ancora Michelangelo Antonioni, Roberto Rossellini, Umberto Barbaro, Cesare Zavattini.

Ampio lo spazio dedicato anche al cinema contemporaneo: da “Prima Linea”, di Renato De Maria (film coprodotto e distribuito dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti), a “Made in Italy” di Ligabue: tutti film che hanno scelto il Delta come location ideale per rappresentare un luogo senza tempo. “Credo che la magia del Delta del Po sia proprio questa – spiega Barbera -. E’ un luogo incontaminato, che non si è fatto influenzare dal tempo che passa, che vive di natura e di atmosfere rilassate, ma anche inquietanti”.

Nessuna distinzione politica tra Delta del Po polesano e ferrarese: “Il cinema ha superato questa dicotomia – continua Barbera -. Il Delta del Po è uno e unico, le atmosfere sono uguali e i registi l’hanno dimostrato intercambiando i due territori nei loro film”.

Una terra prigioniera del passato, quindi? “Assolutamente no – conclude Barbera -. Vero che qui il tempo si ferma, ma ho visto una terra attiva, piena di voglia di fare e mostrarsi. Per preparare questa mostra ho girato il Delta con una guida d’eccezione, Angelo Zanellato, presidente della Polesine Film Commission: c’è fermento e voglia di crescere, soprattutto tra i giovani, che rimangono comunque legati alle loro origini e vogliono far brillare anche il Polesine”.

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