17 Febbraio 2018 16:08

ELEZIONI POLITICHE 2018 ROVIGO

“Immigrazione, solo 7mila respingimenti in un anno”



LOREO – Accoglienza diffusa…? Sul fronte immigrazione, il candidato al Senato Bartolomeo Amidei (FdI) ha da sempre idee chiare, anzi chiarissime, che tornano attuali anche in questa campagna elettorale.

Intervenendo infatti ieri sera, venerdì 16 febbraio, a un incontro pubblico in sala consiliare, ha dichiarato: “L’Italia, terra di confine e accesso da sud all’Europa nell’ultimo anno è riuscita a respingere alle sue frontiere solo 7mila stranieri a fronte dei circa 200mila che ogni anno ci entrano, segno di qualcosa che non funziona, di un meccanismo inceppato e da rivedere dalle sue fondamenta. I numeri, in una zona di frontiera come il nostro Paese, dovrebbe di norma viaggiare all’incontrario…”.

Un tema caro a tutto il centrodestra, quello dell’immigrazione e dei respingimenti, legato a stretto giro anche alla sicurezza ma su cui FdI e Giorgia Meloni – che con Amidei sarà di scena lunedì prossimo a Conetta (appuntamento alle 14.30) – pongono da sempre l’accento in modo più sollecito e puntuale. “Manifesteremo insieme – così il senatore – davanti a questo mega centro di accoglienza, esempio e vergogna della politica sbagliata dei governi di sinistra che discriminano gli italiani stanziando più di 1000 euro al mese per i migranti e per il business delle cooperative, quando centinaia di migliaia di famiglie italiane sono a rischio povertà”.

Sugli stranieri, il senatore Amidei, nel corso della sua esperienza parlamentare, ha già mostrato comunque di sapersi muovere senza indugi: interventi in aula anche accorati, diverse interrogazioni all’allora ministro Angelino Alfano, prese di posizione nette come ad esempio nel caso della campagna informativa “Aware migrants”. “Da ex sindaco poi – prosegue – e quindi da conoscitore della materia ho sempre agito senza cedere mai all’inconcludente pietismo, facili buonismi o a quell’idea di assistenzialismo tout court mostrato dal Governo Renzi prima e Gentiloni poi con le cooperative di accoglienza: è il caso, ad esempio, di una proposta avanzata a inizio 2016 e che fece scalpore, con la quale chiedevo che la cittadinanza ai ‘nuovi italiani’ fosse subordinata alla certificazione di saper accettare le nostre regole e il rispetto della nostra cultura e tradizioni. A significare che l’integrazione è possibile ma mai unidirezionale: non un regalo ma un obiettivo da conseguire con sforzo e impegno”.

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