05 Febbraio 2018 12:35

POSTA ROSSINI

Graffio del 05.01.2018

Rovigo capitale della cultura, davvero è possibile?


Qualche giorno fa ho incontrato uno di quei ragazzi a cui il Comune ha chiesto di scrivere il progetto per “Rovigo capitale della cultura”. Siccome sono un gatto molto popolare, mi ha salutato con grande cortesia, così non ho resistito a ricambiare l’attenzione, con una domanda. “Toglimi una curiosità – gli ho miagolato – ma davvero pensate che Rovigo possa diventare capitale italiana della cultura?”

Il mio interlocutore mi ha sorriso e risposto: “Rossini, cosa vuoi dirmi?”. Ho pensato che si fosse un po’ risentito, ma ho insistito: “Pensi davvero che possa diventare capitale della cultura una città in cui hanno appena chiuso due librerie per mancanza di lettori (ho steso un velo pietoso sulla situazione del cinema), in cui ogni anno il Comune litiga con l’Accademia per il contributo necessario a far funzionare la biblioteca e in cui il sindaco sostiene che il personale della biblioteca stessa è troppo?”

Quell’altro mi ha risposto: “Miao, miao”. Mi stava prendendo in giro? Mi sono offeso e ho rincarato la dose: “La mia era una domanda seria: scusate, ma l’avete vista la nostra stagione teatrale? Non vorrete mica puntare su quella?”, ho domandato (forse eccessivamente polemico…). Per tutta risposta, il mio interlocutore mi ha sorriso e fatto una generosa carezza sulla testa. Sul momento ho apprezzato, a dirla tutta, ma poi ho pensato che mi stesse trattando con l’affettuosa compassione che si riserva ai matti.

“Secondo te – ho insistito – il Comune è all’altezza di un’impresa del genere, considerato che quel poco di attraente che c’è in città viene da anni pensato, realizzato e promosso da altri, tipo le mostre al Roverella o gli eventi del mese di maggio?” A quel punto il tizio mi ha fissato con aria stranita, poi ha scrollato le spalle. “Ah, Rossini, se tu potessi parlare, chissà quante cose avresti da raccontare”. Non mi resta che iscrivermi a un corso di italiano per gatti…

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