11 gennaio 2018 15:30

L'OPINIONE

“Sconfitti da interessi e convenienze politiche”



ROVIGO – Amarezza e disillusione. Vanni Destro, esponente del Comitato articolo 32 per sanità e il sociale, così commenta la chiusura del caso Enel. “Difficile commentare una sentenza che assolve i vertici dell’azienda per quanto occorso negli anni del suo funzionamento in deroga, 15, ai limiti di emissione di pesanti e nocive sostanze inquinanti. Difficile e amaro per chi, come il sottoscritto, si è battuto a lungo perchè la salute e l’ambiente fossero prioritari rispetto agli interessi di una multinazionale e alle convenienze politiche e sindacali che li hanno favoriti”.

Per Destro, comunque, “che il clima intorno alle vicende riguardanti la centrale elettrica fosse ormai di rassegnazione lo si era avvertito chiaramente nel defilarsi, indebolendo il fronte avverso ad Enel, degli enti locali nel processo in corso: non ci si attendevano sentenze diverse da quella emessa, ma la consapevolezza dei danni ricevuti (e non sufficientemente considerati) va oltre il mero giudizio della Cassazione. Il caso Coimpo – incalza – ci mostra che solo di fronte ad eventi estremi incontrovertibili ci si impegna in modo serio per difendere territorio e salute.
E molti sono i nodi che a livello di rapporto tra insediamenti industriali e rispetto dell’ambiente e della persona andrebbero risolti in Polesine e non solo qui”.

La delusione è palpabile: “Accolgo questa sentenza dopo decenni di battaglie e con la chiara coscienza che nel clima politico e sociale attuale sarebbe stato terribilmente difficile ottenere il risultato di evitare la riconversione a carbone della centrale Enel. Ci resta almeno quello di tanto impegno e non è poco”.

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