09 Gennaio 2018 10:52

TRECENTA

“Ospedale degli altopolesani senza chirurgia dell’anca”



TRECENTA – “Ma il San Luca non doveva avere un ruolo complementare a Rovigo?”. L’ex assessore provinciale alla Sanità Guglielmo Brusco torna a toccare un tasto dolente, quello relativo all’ospedale di Trecenta e al taglio dei servizi erogati. “Si parlava in passato di pronto soccorso, medicina internistica, chirurgia programmata – queste le sue parole – e poi ancora si vantavano i numeri dell’Unità operativa di ortopedia, nata nel 2003 e che aveva permesso di eseguire circa 2mila interventi di protesi d’anca e di ginocchio e considerato allora uno dei centri di eccellenza della Regione. E adesso?”.

L’esponente di Rifondazione punta il dito contro le strutture private: “Ora invece a Trecenta la chirurgia programmata per protesi all’anca non si fa più. Questo tipo di intervento che ha avuto per anni tra i suoi protagonisti il professor Bruno Scarante e i suoi valenti collaboratori, adesso va fatto a Rovigo o in qualche struttura privata, come quelle di Porto Viro o S. Maria Maddalena. Un fatto isolato? Nossignori: tra le altre perdite del San Luca, quello che doveva essere l’ospedale degli altopolesani, c’è stata anche la chiusura del reparto di Ostetricia Ginecologia (e sarebbe interessante sapere dove partoriscono le mamme dell’Altopolesine, oltre le poche che vanno a Rovigo), il drastico ridimensionamento di reparti come Otorinolaringoiatria, che per anni aveva avuto visto in Trecenta un indiscusso punto di riferimento e non solo polesano. E ancora  l’indebolimento della struttura di Oculistica, la riduzione di prestazioni di endoscopia, la perdita di interventi di Pronto soccorso nel fine settimana, la chiusura del reparto di Riabilitazione pneumologica oltre al il taglio di decine di posti letto per acuti, tra i quali anche quelli della cosiddetta Area Medica”.

Una lista che assomiglia ai cahiers de doleance di rivoluzionaria memoria, quella che sciorina l’ex assessore: “Si parla adesso della paventata chiusura o drastica riduzione del servizio ospedaliero di diabetologia. Di certo poi ci sarà la prossima gravissima perdita nell’Area Medica e di un importantissimo primario come il professor Emilio Ramazzina. E sarebbe anche interessante capire perchè a Trecenta non ci può essere una risonanza magnetica e se corrisponde al vero che a partire dai prossimi mesi, almeno parte importante delle prestazioni tac saranno usufruibili solo dai pazienti interni al San Luca e non anche dalle persone non ricoverate. E in che stato e quale anzianità hanno certi ventilatori e ecografi?”.

Una riflessione amara che si chiude con alcuni altri interrogativi. “Perché l’Ulss 5 polesana non riesce ad avere un sufficiente numero di medici propri per il Pronto soccorso? Bisogna avere dei requisiti particolari per essere ammessi a questo delicatissimo servizio? Perché se così non fosse, siamo certi e viene costantemente verificato che tutti i medici forniti da agenzie private per i nostri Pronto Soccorso, abbiano i requisiti richiesti a quelli pubblici? Per la difesa del San Luca e dei servizi dei Pronto soccorso, sono anche certo che ci sarà una immediata e forte protesta da parte dei sindaci di Trecenta e Fiesso Umbertiano. O forse no?”.

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