12 gennaio 2018 20:03

EDILIZIA PUBBLICA ROVIGO

Prima gli italiani? C’è legge (regionale) da rispettare

ROVIGO – I criteri per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica saranno modificati e rivisti secondo le nuove disposizioni regionali non appena saranno trascorsi i tempi tecnici necessari, come impone la burocrazia. E’ questa in sintesi la risposta che l’assessore alle Politiche sociali Patrizia Borile ha fornito al consigliere di opposizione tosiano Antonio Rossini firmatario di una interpellanza depositata lo scorso 20 novembre e incentrata proprio sul tema degli alloggi erp.

“Priorità politica” l’aveva definita il consigliere che, nel proprio lungo e dettagliato documento ha chiesto al Comune di rivedere i punteggi dei bandi per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti da Ater. Gli stranieri residenti in provincia di Rovigo al 1° gennaio 2016, secondo quanto riportato da Rossini, erano 18.664 e rappresentavano il 7,8% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa era quella proveniente dal Marocco con il 20,6% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalla Romania (19,3%), dalla Repubblica Popolare Cinese (17,3%), Albania (9,3%) e Repubblica Moldova (6,4%).

“Il 56% degli aventi diritto ad alloggio Ater – ha aggiunto il consigliere – inseriti nella graduatoria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica del Comune di Rovigo sono stranieri. Vi è una evidente discrasia tra la percentuale dei cittadini stranieri residenti a Rovigo – circa 8%- e la percentuale del 56% dei medesimi collocati utilmente in graduatoria per l’assegnazione in città di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, e pertanto con i criteri di assegnazione in vigore a tutt’oggi vengono fortemente penalizzati i cittadini italiani che, sebbene rappresentino circa il 92% della popolazione, solamente il 44% è vincitore di un alloggio”.

Rossini riporta inoltre le dichiarazioni del commissario di Ater Rovigo Guglielmo Ferrarese secondo il quale “le graduatorie sono formulate sulla base di bandi approvati dai singoli Comuni, la determinazione dei punteggi e la priorità di assegnazione non è quindi responsabilità dell’Azienda ma di ciascun Comune”. Insomma, stabilire a chi assegnare gli alloggi è un compito che spetta all’amministrazione comunale, ecco perché, in anni recenti, la questione ha sollevato notevoli polemiche tra i banchi del consiglio comunale e in giunta, come ricorda Rossini, specialmente nel momento in cui l’amministrazione aveva messo sul tavolo la proposta di modifica del regolamento comunale per l’assegnazione degli alloggi pubblici di proprietà Ater, introducendo il criterio dell’anzianità di residenza nel comune di Rovigo da almeno quindici anni.

Era il 2011. Da allora sono passati circa sette anni, in mezzo c’è stata una campagna elettorale (quella per l’elezione del sindaco nel 2015 che ha portato Massimo Bergamin a diventare primo cittadino), qualche promessa è stata fatta ma la questione, alla fine, è ancora irrisolta. Ecco perché il consigliere tosiano, con la propria interpellanza, ha formulato la propria proposta: “Avviare, con urgenza, tutte le procedure tendenti a nuovamente modificare ed integrare i criteri di assegnazione nel Comune di Rovigo degli alloggi Ater, prendere in considerazione i seguenti parametri a cui attribuire un adeguato valore ponderale, che devono premiare di più chi è residente nel territorio da più anni”.

Ecco, dunque, le indicazioni di Rossini: assegnare “quota parte degli alloggi per i cittadini stranieri in una percentuale corrispondente a quella fornita dall’Istat relativamente al numero di cittadini stranieri residenti nella Regione Veneto (10,1 %)” e attribuire un “maggior punteggio per i partecipanti con cittadinanza italiana da più di 18 anni; residenza da più di 15 anni nella Regione Veneto; residenza da più di 8 anni nel Comune di Rovigo ecc”.

Da queste considerazioni la risposta dell’assessore: “Si informa che, a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale 3/11/2017, n.39 ‘Norme in materia di edilizia residenziale pubblica’, si è avviato un percorso di riordino della disciplina in materia che contempla diversi adempimenti da porre in essere da parte dei soggetti pubblici competenti nel rispetto delle tempistiche previste”. Tempistiche che l’assessore Borile illustra dettagliatamente: “Anzitutto la giunta regionale, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, deve adottare un Regolamento che definisce, tra l’altro, le modalità di assegnazione degli alloggi, i punteggi ed i criteri di priorità, riferiti alle condizioni oggettive e soggettive del richiedente e del suo nucleo familiare”. Inoltre, “i Comuni, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione nel Bur del regolamento devono adottare tutte le misure idonee a garantire l’applicazione della legge regionale”.

“Solo in questo momento – conclude Borile – il Comune potrà modificare ed integrare i criteri per l’assegnazione degli alloggi di Erp, nel rispetto delle previsioni normative e in tale occasione saranno prese in considerazione e valutate tutte le proposte avanzate”.