02 gennaio 2018 15:06

GIALLO A PORTO VIRO

Dimesso dal Pronto soccorso, muore dopo due giorni



PORTO VIRO – Va al Pronto soccorso in preda a dolori lancinanti, lo rimandano a casa e dopo due giorni muore. I familiari di un 67enne di Taglio di Po, affidatisi a Studio 3A, hanno presentato un esposto alla magistratura chiedendo di fare chiarezza sull’incomprensibile decesso del proprio caro, avvenuto il 30 dicembre 2017 alla Casa di Cura “Madonna della Salute” di Porto Viro, ospedale privato accreditato con il servizio sanitario nazionale.

Carletto Ortolan, questo il nome della vittima, noto commerciante di automobili, il 28 dicembre si era svegliato lamentando forti dolori addominali e nausea: era dunque rimasto a letto e assumendo un medicinale contro il vomito, ma inutilmente. Moglie e figlia avevano deciso quindi di chiamare il 118 e il paziente era stato trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso dell’ospedale Porto Viro: l’uomo era stato visitato ma dimesso quasi subito, con la sola prescrizione di una terapia antibiotica, nonostante le insistenze da parte dei familiari che ne sollecitavano il ricovero.

Il giorno dopo, Ortolan non si reggeva più in piedi e verso sera aveva cominciato anche a palesare rossori diffusi su buona parte del corpo. I suoi congiunti, allora, avevano chiamano la guardia medica che aveva consigliato di sospendere la cura prescritta al pronto soccorso e di assumere un diverso antibiotico. Anche il cambio di medicine, tuttavia, non aveva prodotto alcun effetto e la mattina del 30 dicembre, dopo aver consultato il medico di base, i familiari avevano chiamano ancora una volta il 118: giunto nuovamente alla Casa di Cura Madonna della Salute, i medici avevano finalmente optato per sottoporre il paziente ad accertamenti approfonditi e dopo un paio d’ore Ortolan era stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva. I sanitari avevano allora avvisato i familiari della gravità della situazione, prima del peggioramento delle condizioni del 67enne che alle 23.30 era morto.

Sconvolti dal dolore, e non riuscendo a capacitarsi dell’improvvisa tragedia, i congiunti, per il tramite del consulente personale Luigi Peron, si sono quindi rivolti a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, compresi i presunti casi di mala sanità, a tutela dei diritti dei cittadini, che martedì 2 gennaio ha presentato quale atto dovuto un esposto alla magistratura presso la stazione dei carabinieri di Taglio di Po.

Nel documento, si chiede all’autorità giudiziaria di avviare gli opportuni accertamenti sul caso, onde verificare eventuali profili di responsabilità penale in capo ai medici che hanno preso in cura la vittima, ovvero la struttura ospedaliera di pertinenza, disponendo, se necessario, anche l’acquisizione della cartelle cliniche integrali nonché l’esame autoptico: la stessa direzione della Casa di Cura, peraltro, per vederci chiaro, ha già chiesto l’assenso alla moglie per trasferire la salma all’ospedale di Rovigo e sottoporla al riscontro diagnostico, ovvero l’autopsia interna.

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