19 dicembre 2017 16:42

LAVORI PUBBLICI ROVIGO

Il Maddalena risplenderà con tutta la Commenda Ovest

Siglato l'accordo tra sindaco e Gentiloni per un finanziamento di 13,5 milioni


ROVIGO – E’ stato siglato ufficialmente l’accordo tra il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, e il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, che prevede il finanziamento da parte dello Stato di 13,5 milioni di euro per la riqualificazione dell’ex ospedale Maddalena, del parco adiacente e delle vie limitrofe della commenda Ovest.

In quest’intervista Bergamin spiega nel dettaglio quali vie saranno interessate dal rifacimento totale del manto stradale, dei marciapiedi, dell’illuminazione e dei sottoservizi, oltre a che cosa diventerà l’ex ospedale Maddalena, ex dormitorio abusivo di decine di senzatetto: “Ristruttureremo gli interni, gli intonaci, senza deturparne l’architettura – spiega il primo cittadino di Rovigo -. Non solo ci sono alcune parti vincolate con le Belle Arti, ma vogliamo anche conservare la memoria storica di un luogo che è appartenuto ai rodigini. Noi interverremo a uso “uffici”, ma la destinazione d’uso finale sarà decisa realmente a lavori finiti”. Finalmente tornerà a splendere anche il parco Maddalena, ora diviso a metà da una rete di plastica arancione e abbandonato a sè stesso, così come l’intero quartiere adiacente.

Per quanto riguarda le tempistiche di realizzazione Bergamin spiega che dipendono dalla burocrazia: “Trattandosi di opere superiori ai 5 milioni di euro dobbiamo formulare un bando europeo. Per le strade, invece, il bando sarà nazionale. La legge prevede una serie di step da realizzare, quindi presumo che trascorreranno alcuni anni prima che l’opera sia realizzata. Ciò che conta, però, che sia ufficiale la sottoscrizione dell’accordo: è un risultato storico per la mia città”.

Alle polemiche dell’opposizione, che affermano quanto il merito non sia di Bergamin ma tanto più del governo, risponde: “I soldi sono nostri: ogni cittadino ogni anno lascia a Roma una percentuale di tasse altissima che non ritorna mai indietro. Se questi soldi sono tornati è perché sono andati a prenderli, anche per rispetto di quei veneti che a ottobre hanno votato per il sì all’autonomia”.

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