Un fiorentino in Polesine

11 dicembre 2017 10:23

UN FIORENTINO IN POLESINE

Gerusalemme capitale? Sì, ma dell’umanità



Pensare che le opinioni di uno di noi possano contare qualcosa nel risiko mondiale iniziato con la decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele è sbagliato? Non direi. Vero che è come vuotare l’oceano con un cucchiaino, ma è anche vero che le gocce d’acqua contenute in quel cucchiaino possono, con molta pazienza e se aggiunte a tante altre gocce, una dopo l’altra, scavare la roccia.

Così parliamone, anche da questo nostro profondo Polesine poi, prometto, tornerò sulle buche, i lavori non fatti, la guerra fra biciclette e auto, Rovigo che invecchia e si spopola, le politiche di casa nostra e così via. Con una premessa: ho un imprinting, relativo ad Israele, che è quello della Guerra dei Sei Giorni. Allora – avevo dodici anni, si badi bene – sentivo di quella guerra alla radio e mi parve davvero Davide contro Golia, dove Davide è un piccolo Paese nato con coraggio dopo la tragedia terrificante della Shoah, mentre Golia sono gli altri, spinti da interessi molto diversi rispetto alla causa palestinese. Poi, ho sempre pensato che Israele è e resta praticamente la sola democrazia di quell’area, e continuo a credere che molte delle tragedie avvenute laggiù hanno a che fare con gli errori della parte araba, ancor prima che palestinese. Ma penso anche che la storia di Israele abbia avuto un passaggio cruciale con l’assassinio di Rabin, nel 1995, e oggi un governo miope e oltranzista stia portando quel Paese dalla parte sbagliata.

Detto tutto questo, trovo la scelta di Trump ugualmente miope e pericolosa, tale fra l’altro da togliere agli Stati Uniti qualunque possibilità di fare da arbitro o da mediatore in un contesto così delicato come quello mediorientale. Ma potevamo aspettarcelo. Purtroppo.

E allora voglio qui far cadere la mia goccia. Penso infatti che per Gerusalemme, per la sua storia unica, per le sue caratteristiche, in ricordo di tutte le guerre che l’hanno attraversata ma anche in onore della tolleranza che la vede città della coabitazione fra popoli, fedi, credo diversi, andrebbe scelto un destino diverso, che vada oltre le regole consuete. Penso che dovrebbe diventare la prima città delle Nazioni Unite, di tutto il mondo. Non capitale di Israele o della Palestina, ma città dell’umanità. Le Nazioni – prime quelle in conflitto – dovrebbero tutte abbassare le armi e la cresta, e stabilire l’extraterritorialità di quella città. Su Gerusalemme dovrebbe avere giurisdizione l’Onu. Lì dovrebbero e potrebbero spostarsi agenzie internazionali, magari anche l’Onu stessa, portando lavoro e ricchezza. E cultura, e ancora tolleranza. Forse non succederà mai, certo. Ma non mi importa.

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.