15 Novembre 2017 10:27

TARIFFA RIFIUTI ROVIGO

Tari, i conteggi di Palazzo Nodari sono regolari



ROVIGO – La bufera scoppiata sulla Tari in molti comuni italiani non riguarda Rovigo. Lo precisa una nota dell’amministrazione comunale facendo chiarezza sulla questione che ha sollevato un polverone a livello nazionale. Il caos è scoppiato da quando il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha ammesso, rispondendo ad una interrogazione durante il question time a Montecitorio di Giuseppe L’Abbate del Movimento 5 stelle, che negli ultimi 5 anni diversi comuni avrebbero sbagliato i conti nel computo della quota variabile del tributo che ha fatto lievitare a dismisura il prelievo a spese di milioni di famiglie.

“Con riferimento alle notizie comparse recentemente sulla stampa – spiega la nota – in ordine al calcolo della quota variabile della tariffa sui rifiuti (Tari) si rende noto che il Comune di Rovigo ha sempre calcolato detta quota una sola volta considerando l’intera superficie dell’utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nel comune. Si escludono, pertanto, duplicazioni della quota variabile per garage, cantine e altre pertinenze”.

La precisazione di Palazzo Nodari prosegue: “Il riscontro circa la correttezza di detto calcolo emerge chiaramente dalla bolletta ricevuta a domicilio da ciascun utente, in cui viene valorizzata l’ubicazione dell’immobile, il numero di abitanti e la superficie totale dell’abitazione (comprensiva, pertanto, di eventuali pertinenze). Segue, poi, l’indicazione della quota fissa, della quota variabile (quest’ultima calcolata ed indicata, quindi, una sola volta), del tributo provinciale e di eventuali arrotondamenti. Si conferma, pertanto, che l’operato del Comune di Rovigo è assolutamente conforme alla legge”.

L’errore, stando a quanto riportano invece le cronache nazionali, riguarderebbe, tra i vari comuni, anche Milano, Genova, Ancona, Napoli, Catanzaro e Cagliari. Tutto questo a scapito delle famiglie dei contribuenti che, negli anni, sarebbero arrivati, in alcuni casi, a pagare la Tari quasi il doppio. Nel frattempo, i sindaci dei comuni coinvolti nel caos sono pronti a correre ai ripari, come riporta l’Adnkronos: “Gli occhi sono puntati sul ministero dell’Economia che dovrebbe presto diramare uno ‘schema interpretativo’ per fare chiarezza, ma intanto proseguono le verifiche e molti primi cittadini sono pronti a mettere mano al regolamento della tariffa”.

A proposito di Tari: l’Ufficio Tributi ricorda che oggi, 16 novembre, scade il termine  per il versamento della terza rata 2017. L’ufficio è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30; il martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 15.15 alle 17.30. Per info: [email protected]

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