26 Novembre 2017 17:25

CULTURA ROVIGO

Era seminario ora è Archivio di Stato, una storia da conoscere



ROVIGO – Una giornata di studi dedicata alla sede dell’Archivio di Stato d Rovigo. Mercoledì 29 novembre si terrà proprio all’Archivio di Stato un convegno promosso congiuntamente dalla Biblioteca del Seminario e dall’Archivio di Stato di Rovigo sul tema: “Da luogo di formazione ad istituto di ricerca”.
Ricorrono infatti quest’anno i cinquant’anni dall’apertura al pubblico della sede rodigina dell’Archivio di Stato in via Sichirollo, nei locali del vecchio convento agostiniano ristrutturati a fine Settecento dal vescovo Arnaldo Speroni e destinati a Seminario diocesano.

Il convegno che inizia alle 10, dopo l’intervento di Stefano Zaggia che ripercorrerà le vicende dell’edifico progettato da Domenico Cerato, si soffermerà sul ruolo dell’Archivio in relazione ai servizi e alle attese dei ricercatori con gli interventi di Luigi Contegiacomo, Filiberto Agostini e Stefania Malavasi. Al pomeriggio si parlerà del Seminario di un tempo e delle strutture formative ad esso collegate con gli interventi di Paola Vianello, Emanuele Grigolato e Marco De Poli. Concluderà i lavori un ricordo dell’intensa vita del Seminario negli anni ‘50 e ’60 del Novecento affidato a don Torfino Pasqualini.
Alle 17 ci si trasferirà nella sede attuale della Biblioteca del Seminario per una visita alla mostra Seminario: “…da chiostro a giardino”.

L’iniziativa intende recuperare la memoria delle generazioni di preti che si sono formati nella storica sede del Seminario diocesano (ora Archivio di Stato) evidenziando le molteplici attività che gravitavano attorno alla preparazione spirituale ed intellettuale dei sacerdoti, dalla scuola alla formazione liturgica e teologica, dalla biblioteca al museo di scienze naturali che conservava raccolte e pezzi di particolare valore, dalla pinacoteca oggi depositata a Palazzo Roverella, alla tipografia, dall’Osservatorio meteorologico, situato nella torre adiacente alla struttura del Seminario, alla sala per manifestazioni teatrali e culturali, intitolata nel Novecento a mons. Sichirollo.

Si trattava di una articolazione complessa ed efficiente di servizi che costituivano un mondo a parte, solo parzialmente aperto ai laici, salvo il Ginnasio frequentato nell’Ottocento, quando quella del Seminario era l’unica scuola superiore della città, anche da giovani non orientati al sacerdozio e pure da ragazzi della locale comunità ebraica.
Le scelte della Diocesi negli anni ’60 del secolo scorso e il Concilio Vaticano II hanno determinato trasferimenti della sede del Seminario, una drastica diminuzione di alunni e soprattutto hanno fatto nascere una proposta educativa nuova, legata al territorio, alle comunità parrocchiali, alle famiglie ed aperta particolarmente al mondo giovanile.

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