02 Novembre 2017 09:12

POSTA ROSSINI

Graffio del 02.11.2017

Visco, post e videogames 


Una canzone spopola in tutte le classifiche. Si intitola Via col Visco e come ritornello fa: “E Visco, Visco ce la fa, di Renzi ride tutta la città… Si crede bello come un Apollo ma è invece solo un pollo”.
Come era ampiamente prevedibile Ignazio Visco è stato riconfermato e il “Piccolo politico fiorentino” se ne è tornato con le pive nel sacco. D’altronde se le sue teste di turco si chiamano Luca Lotti e Matteo Orfini l’esisto non può essere che la disfatta. Basta guardarli in faccia: Orfini, figlio di un produttore cinematografico sembra una di quelle macchiette che facevano da contorno ai vari Gassman, Tognazzi, Sordi e Manfredi.
Lotti fa il ministro dello Sport solo perché hanno stabilito che i videogames sono sport. La loro festa è Halloween, perché è la festa delle teste vuote con una differenza che la festa dura un giorno, loro anni e anni. Ci possiamo consolare sperando che la scelta del Cio di elevare l’uso delle consolle a sport ci liberi da loro ma altri ne verranno sicuramente.
Viviamo in un’epoca in cui è tutto “post”: postindustriale, postoperaio, postletterario, postarte e via discorrendo quindi è logico che anche lo sport diventi postfatica. Le gare erano caratterizzate dal sudore e dalla fatica, nei videogames tutto è virtuale anche lo sforzo fisico. Di questo passo diventeranno sport anche la telecinesi, che non sono i cinesi che guardano la televisione ma lo spostamento di oggetti con il pensiero, la pranoterapia, l’illusionismo e la vigilanza sulle banche, visti i risultati virtuali ottenuti…
Di quest’evoluzione del mondo i nostri politici hanno capito tutto. Gli operai, i lavoratori sono cose demodè: Renzi alle scuole di partito racconta fiabe che iniziano così: c’erano  una volta gli operai. E e se qualcuno gli domanda dell’Ilva lui con perfetto aplomb salutista risponde “no grazie, non bevo amari, neanche il pregiato amaretto di Saronno“ (prodotto dall’Illva, quella con due “L”).
Strano, il liquore è anch’esso un prodotto post: si prende infatti post prandium (dopo pranzo) e ci starebbe bene in una poetica post realista.
Miaoo
Post Scriptum: che spavento stanotte, la notte di Halloween con tutti quei bambini vestiti da maghi e streghette, ma quelli che facevano più paura erano Graziano Azzalin truccato da consigliere regionale e Diego Crivellari da parlamentare. Sembravano così veri…

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