26 Ottobre 2017 09:06

POST ROSSINI

Graffio del 26.10.2017

...aspettando l' "Amatricianum"...


L’assemblea costituente eletta nel giugno del 1946 in 18 mesi approvò la Costituzione Italiana, nonostante l’uscita dal Governo De Gasperi di comunisti e socialisti nel  maggio 1947. I politici odierni non sono riusciti a fare nemmeno una legge elettotale stabile.

Lo scivolamento verso il metodo dei “tarallucci&vino”ha generato sistemi di voto tutti ispirati alla… buona tavola: si è iniziato infatti con il “Mattarellum” che richiama il metodo tradizionale di tirare la pasta, si è poi passati al “Porcellum”, animale re della cucina e si è poi giunti all’ “Italicum”, che riassume il nostro modo di preparare i piatti. Visto poi che mangiando viene sete, ecco il “Rosatellum”, fresco, vivace, poco alcolico e dissetante.

Non si sa ancora se ci si fermerà qui. Potrebbero esserci altri terremoti e quindi non è da escludersi un “Amatricianum” oppure un’operazione di trapasso dolce alla Terza Repubblica con il “Dessertum”.

Quello che non si capisce però è perche si usino sempre termini latini quando Roma in mille anni di storia ha avuto solo tre forme di governo: la monarchia, la repubblica e l’impero. Magari Renzi imparasse qualcosa dal suo concittadino Machiavelli invece di fare demagogia distruttiva. Furio Camillo salvò Roma e tornò a fare il contadino. Lui ha perso il referendum su una costituzione horribilis, si è dimesso per finta ed tornato subito a fare danni.

Prendete la Banca d’Italia: che Visco non abbia vigilato lo vede anche un ipovedente, ma mettere alla berlina una delle istituzioni più prestigiose d’Europa è un’altra cosa. “Io sto con i risparmiatori”, è una bella frase, peccato che non ci sia stato prima del disastro. Renzi assomiglia a uno che  osserva tranquillamente l’incendio bruciare la casa per poi chiamare i pompieri, una volta certo che non c’è più  nulla da fare. Forse ha confuso Visco con il vischio ed approssimandosi Natale ha pensato di appenderlo fuori dalla porta (della Banca d’Italia). Evidentemente non sa che il vischio non va toccato con la mano sinistra (“La sinistra siamo noi è un’altra sua frase famosa) perché porta sfortuna.

Piange soprattutto la Boschi. La leggenda dice che se si passa sotto il vischio in compagnia di un uomo e questi non bacia la ragazza lei resterà zitella. Visco è napoletano ed è stato scelto da un altro napoletano di nome Napolitano. Contro il malocchio servirebbe il cornetto, ma quello glielo ha già fatto D’Alema e allora non resta che piangere. “Ma io non ci sto più”, grida ancora Renzi ma tutti ridono pensando dietro ai cancelli, Renzi è impazzito oppure ha bevuto. E Visco intanto aspetta un rinnovo (e lui lo sa). Non è così che se ne andrà.

Miaoooo

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