24 Settembre 2017 15:30

Graffio del 24.09.2017

Sembravano quattro amici al bar (ovvero tornano tutti...)


Sembravano quattro amici al bar, invece stavano costruendo il futuro di Forza Italia a Rovigo. Seduti allo stesso tavolo del Bar Nazionale Federico Simoni (non il ciclista, l’assessore di Adria), Andrea Bimbatti (detto Orzo) ex assessore di Rovigo e Massimo Gasparetto (quasi omonimo del celebre compare Giacometto anche lui un po’ galletto) già press agent di Valter Roana nello sfortunato assalto al comune di Ceregnano.
Il quarto era il nuovo commissario Cortelazzo, inviato dal commissario regionale Adriano Paroli a risollevare le sorti di Forza Italia a Rovigo.

Grande assente il giubilato ex commissario Amidei che si appresta in poco tempo a sparire nel nulla o meglio a tornare all’avita Loreo (cioè nel nulla). Si diceva che costui fosse un uomo fortunato, dal momento che si era trovato a fare il senatore per le dimissioni della signora Elisabetta Casellati ma come si sa la fortuna gira e i maligni dicono che al momento del summit del bar Nazionale lui fosse poco più in là a tentare la sorte con i gratta e vinci. Ovviamente senza successo.

Sembra siano molti quelli che si apprestano a tornare: tanti ma non Renzo Marangon, che nessuno sembra amare più. La giunta di Rovigo ha annunciato l’apertura delle segrete del Castello è sono molti quelli che vedrebbero di buon occhio un’operazione tipo Maria Stuarda o la maschera di ferro con il buon Renzo nei panni del recluso.
Porte che si aprono e porte che si chiudono. Il tentativo del sindaco Bergamin di salire a Roma si è già infranto. “Resterò a Rovigo”, ha detto dopo Pontida. Una frase che assomiglia molto a ciò che disse la volpe della fiaba, incapace di raggiungere l’agognata uva.
Esultano i cittadini di Roma, già provati dai raggi Virginia (peggio di quelli Gamma) e si deprimono quelli di Rovigo che lo dovranno sopportare per altri anni ancora.

Strano destino quello di questa città: un tempo luogo di moti rivoluzionari (la Boje, i moti carbonari, i garibaldini, il socialismo, gli scioperi dei braccianti) e oggi invece di malinconici raduni. Pensate che e’ ricomparso persino Luca Bellotti, sempre abbronzato, quasi nero. Era andato nel deserto e tutti pensavano che l’avessero preso i Tuareg, invece si era dato alla macchia tra i gorghi di Trecenta e le boscaglie di Sariano: adesso eccolo qui con un pensiero stupendo, candidarsi con Sgarbi al Parlamento.
Caro Luca, sempre a equivocare, dai proverbi latini (mitico il suo “Ubi maior, mini minor”) ai titoli di libri: quello di Sgarbi e “Tremonti è Rinascimento non Pensionamento” anche se entrambi i sostantivi fanno rima con Parlamento.
Amarcord: così avrebbe chiosato il più grande regista espresso da noi gatti…
Miaooo

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