17 Agosto 2017 15:09

CALAMITÀ E ASSICURAZIONI

Downburst, polemica sugli indennizzi 



ROVIGO – Non è stata la prima volta. Il violento downburst che ha colpito trenta chilometri di litorale veneto esattamente una settimana, giovedì 10 agosto, causando milioni di danni a strutture turistiche, privati e aziende agricole, è un fenomeno che si era già verificato in Italia, esattamente nel 2014 in Toscana, causando danni milionari.

Anche allora la polemica che si scatenò immediatamente dopo fu la stessa: il downburst è da considerarsi come calamità naturale e lo Stato deve coprire i danni o solamente le assicurazioni private sottoscritte personalmente per motivi specifici (grandine e tromba d’aria)? Quando si parla di downburst si intende una colonna di aria fredda che precipita al suolo in verticale e quando tocca terra si dirama in forti venti causando anche grandine. Il Ministero, allora, spiegò che si “riconoscono come assicurabili, e quindi esclusi dall’attivazione del fondo nazionale di solidarietà, il vento e la grandine”. Se tutto rimane come allora, quindi, solo aspetti limitati del danno possono dar seguito ai risarcimenti nazionali, quindi, il resto è coperto dalle polizze assicurative.

In Veneto, i danni calcolati hanno superato i 10 milioni di euro solo per i privati e se si aggiungono le aziende agricole e le opere pubbliche il costo lievita velocemente. “I tecnici di Avepa sono in sopralluogo nelle zone colpite per circoscrivere le aree e rilevare i danni – dice l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan – Bisognerà vedere quante strutture agricole sono assicurate, ma è indubbio che i danni sono rilevanti. Abbiamo almeno 200 serre compromesse”. In poche parole: se i danni sono stati causati dalla grandine, le assicurazioni private coprono solo se sono state sottoscritte per questo esatto motivo e se i danni sono stati causati da cadute di alberi o altri eventi imprevisti causati dal downburst, valgono solo le assicurazioni private sottoscritte per calamità naturali o bisogna aspettare l’intervento pubblico.

Inutile dire che dei tanti cittadini, soprattutto privati, colpiti dal maltempo della scorsa settimana in pochi erano assicurati sotto tutti questi punti di vista. Ed è quindi subito polemica. Intanto il governatore Veneto Luca Zaia, dopo aver visitato di persona il Delta del Po e le altre zone colpite dal maltempo, anche in questo caso ha richiesto lo stato di calamità naturale per la zona litoranea del Veneto. Attenzione al territorio veneto è stata dimostrata da tanti altri amministratori: dal deputato Diego Crivellari, che ha portato nel Delta il sottosegretario Pier Paolo Baretta, alla consigliera regionale Patrizia Bartelle.

Quest’estate è stata molto “costosa” per la nostra Regione: l’8 giugno, stato di crisi a Marano Vicentino per maltempo; il 25 giugno grandinata a Vittorio Veneto, bomba d’acqua a Sottomarina e nubifragio a Enego; il 13 luglio Venezia, Treviso e Belluno riportano altri danni per maltempo; Il 19 luglio a Refrontolo, Pieve di Soligo e Val di Zoldo; il 25 luglio frane nel bellunese con la chiusura della strada regionale Agordina; il 5 agosto frana a Cortina e violenta tromba d’aria; la settimana scorsa, infine, il downburst. Un totale calcolato in oltre 100 milioni di euro di danni.
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