29 Agosto 2017 16:35

ISTITUZIONI CONTRO 

Coimpo, Provincia sul piede di guerra: “Dettagli errati in commissione”

Il presidente annuncia iniziative legali contro l'assessore Furlanetto 


ROVIGO – E’ guerra tra Provincia di Rovigo e l’assessore di Adria, Giorgia Furlanetto, sul caso Coimpo. A prendere posizione è lo stesso presidente della Provincia, Marco Trombini, dopo aver letto il resoconto della seduta pubblica della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti:  “L’assessore Furlanetto ha fornito al Parlamento in corso di audizione dettagli errati e spiegazioni sbagliate sulla questione Coimpo, provocando un notevole danno d’immagine per la Provincia di Rovigo al punto che ci rivolgeremo a un legale per difenderci”.

L’assessore Furlanetto è stata chiamata a rendicontare sull’iter seguito per le autorizzazioni e la gestione della Coimpo, azienda di Adria in cui nel 2014 un terribile incidente causò la morte di quattro persone, e dalle sue parole si evincerebbe una responsabilità per quanto successo da attribuire a leggerezze commesse dalla Provincia. “Abbiamo preparato un resoconto delle attività svolte dalla Provincia che invieremo alla commissione, rimanendo a disposizione per poter essere ascoltati, perché quanto affermato è errato”, spiega Trombini.

Primo punto, il rilascio delle autorizzazioni alla Coimpo, che secondo Trombini è avvenuto nel completo rispetto delle regole: “L’autorizzazione è stata rilasciata nel 2013 seguendo la prassi di Ctpa-Conferenza dei servizi, a fronte di un parere tecnico di una commissione di cui fanno parte Comune e Arpav. I documenti presentati dall’azienda – in particolar modo quelli relativi all’assicurazione, visto che è proprio questo un punto su cui si è insistito durante l’audizione vista la mancata copertura economica per la bonifica del sito – erano in regola. L’assicurazione dell’azienda è fallita solo nel 2014 e il curatore fallimentare non ne aveva dato notizia. E’ inattuabile, anche per il consistente numero di impianti autorizzati, per gli uffici la verifica pregressa della solidità patrimoniale delle compagnie assicurative”.

Secondo punto la bonifica del sito, che a distanza di tre anni dall’incidente è rimasto così com’era, con vasche e silos ripieni di rifiuti pericolosi. Spetterebbe alla Coimpo quest’operazione, che ha un costo di circa cinque milioni di euro. Ma l’azienda, dopo aver chiesto proroghe su proroghe, nonostante aver ricevuto la diffida dalla Provincia, è stata coinvolta in un ulteriore inchiesta e l’intero CdA è decaduto, andando verso il fallimento. In poche parole, i soldi per sostenere quest’operazione non ci sono. Una soluzione inizialmente si era identificata nell’azienda Demetrafert, che avrebbe provveduto a ripulire silos e vasche in cambio della possibilità di usarle per la propria attività già da subito, prima di finire di smaltire tutti i rifiuti presenti. “Arpav ha evidenziato la necessità che, prima di qualsiasi tipo di attività, la ditta provvedesse a smaltire tutti i rifiuti – spiega la Provincia -A fronte di questo quadro gli uffici provinciali hanno sospeso il procedimento”.

Ora, quindi, non rimane da fare altro che riunire Comune di Adria, Provincia di Rovigo, Regione Veneto e Ministero all’Ambiente nella speranza di trovare una cifra adeguata per provvedere alla bonifica del sito.

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