20 Agosto 2017 09:40

ZANELLATO PER IL PARCO

“Come Belluno, interriamo i tralicci dell’alta tensione”



ROVIGO – Interrare i tralicci dell’alta tensione nell’area del Parco e nelle zone antistanti. È la proposta del presidente del Consvipo Angelo Zanellato, che a dieci giorni dalla tromba d’aria di giovedì 10 agosto, ritorna sulla vicenda parlando di sicurezza.
“La loro costruzione – queste laute parole – è stata pensata con l’obiettivo di trasportare l’energia elettrica prodotta dalla centrale termoelettrica di Polesine Camerini verso luoghi dove vi era la richiesta dell’energia prodotta. Oggi gli stessi tralicci vengono esclusivamente utilizzati per il trasporto dell’energia prodotta in altri luoghi, e per mero collegamento della rete di distribuzione. Va evidenziato però, che rappresentano per la qualità ambientale e visto l’evento anche per la sicurezza, un danno di immagine ambientale e una preoccupazione per chi ci vive sotto, che non ne giustifica più lo scopo per il quale erano stati pensati”.
Quindi la proposta: “Se poi valutassimo il tema partendo dal fatto che per un percorso seppur breve, le linee e di conseguenza i tralicci passano all’interno dell’area del Parco del Delta del Po sia Veneto che Emiliano, oltre che nelle zone pre Parco, la necessitò di trovare una soluzione a queste presenze, non è solo necessaria ma anche doverosa.
Per responsabilità strettamente economica, Enel-Terna continua ad utilizzare queste linee, e non pare intenzionata minimamente ad affrontare il tema sopra evidenziato, per addivenire ad una sua soluzione”.
Soluzione che, incalza Zanella, “si potrebbe ottenere con il sotterramento, così com’è successo nel Bellunese ed in altre realtà d’Italia, oppure collegando fra loro le due linee che escono dall’ex centrale, una che va in direzione Ravenna e l’altra che va in direzione Mestre, in luoghi distanti dalle aree del parco e del pre Parco, o unirle con un nuovo collegamento fra Italba Ferrara e Piantamelon Adria-Loreo”.
Per il numero uno di Consvipo, “non si può pensare che si possa continuare ad ignorare un territorio che ha trovato un percorso diverso dopo che Enel prima lo ha utilizzato e poi abbandonato: ci dovrebbe essere una maggiore consapevolezza da parte della stessa società nel voler ripristinare il paesaggio dell’area del Parco”.

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