Barbujani e Zambon non convincono gli outsider

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Cristina Caniato del Movimento 5 Stelle e Omar Barbierato con le sue due liste civiche non si schierano con nessuno al ballottaggio di domenica 19 giugno che stabilirà chi sarà sindaco di Adria.

Cristina Caniato

Cristina Caniato

ADRIA – Ad Adria sarà ballottaggio. Domenica prossima la città tornerà a votare, ma lo farà solamente per i due candidati che al primo turno di domenica 5 giugno hanno ottenuto più consensi. A confrontarsi saranno quindi Bobo Barbujani, sostenuto da Lega Nord, Forza Italia, An, Fratelli d’Italia e liste civiche, e Nicola Zambon, retto dal Partito Democratico, Italia dei Valori e liste civiche. Barbujani parte con un buon vantaggio, forte di un 45% che lo distanzia con un certo margine dal 23% ottenuto da Zambon. Se stando ai numeri attuali il risultato pare già bello che scritto, a portare qualche inaspettato sconvolgimento potrebbero essere i voti ottenuti dai candidati ora esclusi dalla competizione: Cristina Caniato del Movimento 5 Stelle, a quota 14%, e Omar Barbierato, fermatosi al 16%. Nessuno dei due, però, si esprime sul ballottaggio, preferendo mantenere le distanze da entrambi gli schieramenti. «Noi ne staremo fuori – spiega Caniato – non diamo indicazioni di voto e io con gli altri candidati non andremo a votare». Un rifiuto secco quindi, che Caniato avrebbe levigato solamente nel caso in cui al ballottaggio ci fosse finito Barbierato. «Sempre restando il no a qualsiasi apparentamento, personalmente ci avrei riflettuto un po’ su – dichiara la pentastellata – ha un programma pieno di contenuti e ha dimostrato di essere una lista civica seria e pura». Ma la situazione reale è diversa: a correre per la poltrona di sindaco saranno Barbujani e Zambon, entrambi distanti dal 14% incassato dai 5 Stelle. «Sono comunque soddisfatta del risultato ottenuto – continua Caniato – abbiamo più che raddoppiato il risultato di 5 anni fa e migliorato rispetto alle regionali. Per noi un consigliere è già un obiettivo raggiunto, da lì partiremo». Al Movimento non resta che prepararsi ad essere opposizione. «Se il comportamento sarà quello degli anni scorsi non ci resterà altro da fare che ostruzionismo puro – preannuncia – ma speriamo che sia possibile discutere con la prossima maggioranza, portando avanti qualcosa del nostro programma». Storia simile per Omar Barbierato. Anche lui rifiuta qualsiasi apparentamento, ma preannuncia che domenica prossima andrà a votare. «Non daremo indicazioni di voto – spiega – ma il voto è un diritto acquisito e voglio esercitarlo». Nessuna anticipazione su cosa farà entro le urne, ma sicuramente non avrebbe disdegnato una situazione diversa: «Personalmente avrei preferito i 5 Stelle al secondo turno». Nel ballottaggio un po’ ci sperava, ma con il 16% ottenuto le cose sono andate differentemente: «Due consiglieri sono un buon inizio. Abbiamo un progetto da costruire e molte persone si sono avvicinate a noi per partecipare». Parlando di risultati, per Barbierato il 45% di Barbujani è una vera sorpresa. «Sinceramente non mi aspettavo simili cifre, specialmente nelle frazioni. Queste, senza una politica di valorizzazione, rischiano in alcuni casi di sparire del tutto». Come i 5 Stelle, anche Barbierato preannuncia un’opposizione «dura e intransigente», ma che sarà anche «propositiva, specialmente per difendere le politiche sociali e sanitarie, l’ospedale e incentivare la partecipazione». Tema, quest’ultimo, particolarmente sentito. «Guardando i numeri il secondo partito di Adria è quello dell’astensionismo – riflette Barbierato – il ritornello di tanti cittadini è che non ci credono più. Bisogna dimostrare che i singoli contano». Massima libertà, quindi, al 30% complessivo di elettori che hanno dato fiducia alle due forze ora escluse. 30% che, visto con gli occhi di oggi, se unito sotto un’unica casa avrebbe sicuramente scritto una storia ben diversa per la sfida adriese.

M. B.

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