“La nostra casa cade a pezzi ed il Comune non fa nulla”

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Le preoccupazioni di una residente del condominio di via Gramsci già al centro di altri appelli. L'assessore Saccardin si è interessato del problema, ma ancora le soluzioni non sono arrivate: “Impalcature per riparare dai calcinacci, divieto d'uscire sui terrazzi per il rischio crollo e fognature al collasso”

il condominio di viale Gramsci che versa in condizioni precarie

Non voglio una vita pericolosa: il condominio di viale Gramsci che versa in condizioni precarie

ROVIGO – Viale Gramsci, zona Commenda. Praticamente a due passi dal polo scolastico che raggruppa Itis, liceo scientifico, Marco Polo e Ipsia. A settembre del 2015 una residente prende carta e penna e scriva per denunciare lo stato precario del condominio in cui abita. Un edificio particolare, parimenti diviso tra Comune di Rovigo e proprietari privati. Uno spettacolo di incuria ed abbandono: calcinacci che cadono, muri che si sgretolano, cortile (in teorie proprietà del Comune) completamente lasciato a se stesso, impalcatura improvvisata lasciata attaccata alla facciata. E pensare chi lì, proprio in quello stabile, ha sede casa Mimma, che si occupa dell’accoglienza dei profughi immigrati.

Una condizione nota all’amministrazione pubblica, già avvertita del pericolo e dello stato delle cose. Eppure, a mesi di distanza dall’ultima segnalazione, ben poco è cambiato. Ad aggiornare sulla condizione del condominio al numero civico 62 è ancora una volta una residente che lì abita da tempo, che spiega come nel corso dell’ultimo anno ha incontrato per ben due volte l’assessore ai lavori pubblici di Comune di Rovigo Antonio Saccardin, dal quale ha ricevuto diverse rassicurazioni senza mai però ottenere alcun atto concreto. «Ad oggi infatti nessun fondo è stato stanziato – lamenta -. Come se non bastasse, l’insufficiente e precaria impalcatura, prestata da una ditta edile occupata nella zona Commenda per il restauro dell’edificio situato tra via Alfieri e viale Gramsci (ex asilo Sant’Antonio), e montata al fine di salvaguardare i condomini dalla caduta di calcinacci e pezzi di cornicione, è stata rimossa lunedì 25 luglio».

A sopperire alla mancanza dell’impalcatura la costruzione di una pensilina, possibilmente ancora meno efficace nel garantire la sicurezza degli inquilini. Tre giorni dopo, il 28 luglio, i residenti hanno nuovamente incontrato l’assessore Saccardin per sottolineare la pericolosità della situazione. «In questo caso l’assessore ha fatto ripristinare un’impalcatura, apparentemente più sicura, per tamponare la situazione – spiega – A nostro avviso il Comune sembra che consideri l’impalcatura una buona soluzione al problema, quando in realtà si tratta solamente di un tamponamento ad un situazione sempre più grave».

Saccardin si è comunque impegnato ad ascellare il processo di reperimento dei fondi, nella speranza di poter contare sull’utilizzo del residuo dai lavori edili dedicati al restauro dell’edificio ex asilo Sant’Antonio per tamponare almeno i danni più gravi ed eventi. Misure che, in ogni caso, per la residente non saranno sufficienti. «A tale proposito – nota – ricordo che alcuni residenti hanno il divieto di aprire e uscire sui terrazzini in quanto rischierebbero di crollare. Si trovano dunque da mesi costretti a non aprire le finestre che, in alcuni appartamenti, per l’incolumità degli inquilini sono state ostruite da mobili per scongiurare disgrazie».

A ciò va aggiunta la condizione delle fognature, molto vecchie e che, spiega la condomina, andrebbero sistemate da cima a fondo. «Il nostro Comune spera forse che, nell’attesa che i fondi residui vengano stanziati, qualche inquilino del condominio di viale Gramsci rimanga ferito da un pezzo di cornicione che gli cade in testa? Ritiene che i condomini residenti in viale Gramsci non abbiano diritto di avere delle fognature funzionanti? Lasciandoli così in mezzo al liquame? – affonda la condomina – Visto che il nostro sindaco Bergamin, secondo le affermazioni che fa sulla stampa quasi quotidianamente, sembra abbia a cuore le famiglie italiane, gli chiedo di intervenire al più presto al fine di rendere il condominio di viale Gramsci sicuro, dignitoso e non pericolante, per tutti coloro che ci abitano. Almeno a noi, famiglie italiane, non potrai dire di tornare al nostro paese perché questa è la nostra città, tu sei il nostro comune e viale Gramsci 62 è casa nostra. Pertanto, sindaco, aspetto sue notizie».

Marco Baroncini

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