Come cambia la città: archivi e uffici alla Silvestri, Tribunalone nell’ex carcere

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Il ridisegno urbanistico di Rovigo, attraverso il recupero delle due importanti aree, è stato per il momento interamente gestito dall'alto e a Roma in un incontro al ministero ne sono stati illustrati i dettagli. Per gli spazi di quella che un tempo era una caserma i progetti del Demanio sono già a buon punto e prevedono lo spostamento in un polo unico di Archivio notarile, Agenzia delle Entrate ed Archivio di Stato. Ma altri spazi sono ancora “disponibili”

Il retro della Palazzina Silvestri, dove sorgeranno uffici pubblici territoriali

In marcia verso il cambiamento: Il retro della Palazzina Silvestri, dove sorgeranno uffici pubblici territoriali

ROVIGO – L’ex caserma Silvestri si trasformerà presto. Non seguendo le mille idee spese nel tempo, con alcune particolarmente fantasiose soprattutto nella campagna elettorale di un anno fa, ma grazie ad un intervento deciso da parte dello Stato. Dove un tempo vivevano i soldati, infatti, arriveranno uffici pubblici ed archivi grazie ad investimenti che garantiranno la riqualificazione, si spera, in tempi abbastanza rapidi. Anche perché il risparmio che deriverà dal trasloco nell’area dell’Archivio notarile, dell’Agenzia delle Entrate e dell’Archivio di Stato conentirà risparmi sugli affitti di circa mezzo milione di euro l’anno.

In un incontro, promosso dall’onorevole Diego Crivellari e tenutosi martedì 26 luglio al Ministero della Giustizia, al quale hanno preso parte il sottosegretario Cosimo Maria Ferri, il direttore dell’Agenzia del demanio Roberto Reggi e l’assessore del Comune di Rovigo Gianni Saccardin, sono stati ufficialmente messi sul tavolo i progetti riguardanti la zona. Il Demanio ha scoperto le proprie carte ed ha illustrato i progetti che porteranno nell’ex caserma l’Archivio notarile, l’Agenzia delle Entrate e l’Archivio di Stato. Enti che già sono presenti a Rovigo, ma il cui spostamento, secondo i calcoli, dovrebbe portare un risparmio di denaro pubblico al momento quantificato a 500mila euro, visto che a tanto ammontano gli affitti che vengono oggi pagati per le sedi che li ospitano.

Restano ancora delle porzioni dell’ex caserma in attesa di una destinazione. E anche in questo caso le idee potrebbero essere svariate, dallo spostamento dei vigili urbani, a quello degli uffici dell’Urbanistica di Rovigo (liberando lo stabile in via Badaloni). Basta che a Palazzo Nodari si rimbocchino le maniche e presentino dei progetti ed il Demanio potrebbe cedere gratuitamente le porzioni non interessate dagli altri progetti. In ogni caso, tramontano le numerose proposte di riqualificazione che erano state avanzate nel corso degli ultimi anni, varie e decisamente numerose. Si partiva dal polo sportivo e culturale giungendo al campus universitario, con il problema mai affrontato per entrambe queste idee di come reperire i soldi necessari alla loro realizzazione, passando per un immenso centro servizi unico alla nuova sede per il Tribunale di Rovigo.

A proposito di Tribunale, sempre nel corso dello stesso incontro è stata discussa anche la situazione dell’ex carcere di via Verdi. Bisognerà aspettare almeno settembre per una decisione definitiva, ma pare proprio che l’intenzione sia quella di usare la struttura penitenziaria per fare spazio ai giudici polesani e realizzare, quindi, il cosiddetto “Tribunalone” senza spostarsi di molto, ma semplicemente unificando l’attuale Palazzo di giustizia con l’enorme struttura che sorge proprio al suo fianco. Anche in questo caso, secondo le stime dello Stato, il risparmio sarebbe importante: si parla di circa 300mila euro all’anno. Ma, soprattutto, si potrà riqualificare un’importante e vasta area nel cuore della città che altrimenti, visti anche alcuni vincoli, avrebbe rischiato di rimanere completamente inutilizzata (ex Maddalena docet, anche se una differenza c’è, visto che non sembra ipotizzabile che sbandati e balordi potessero introdursi nell’ex carcere volontariamente).

«Per fortuna che lo Stato c’è – ha commentato la capogruppo del Pd Nadia Romeo, anche lei presente all’incontro assieme al parlamentare polesano Diego Crivellari – di fronte alla inconsistenza della proposta e all’assenza di progetti dell’amministrazione locale abbiamo incontrato enti e amministrazioni dello Stato con un chiaro obiettivo, riduzione della spesa pubblica e allo stesso modo efficienza e valorizzazione dei patrimoni nazionali e nel nostro caso locali». Qualche giorno prima Virna Riccardi, segretaria del circolo Rovigo centro del Pd, aveva frontalmente attaccato il sindaco Massimo Bergamin sullo stesso argomento. «Si predica bene, e si razzola male – aveva detto – Ancora una volta questa amministrazione dimostra di non saper sfruttare una grande occasione per lo sviluppo della città. Grandi proclami in campagna elettorale e ora? Manca un progetto, il nulla assoluto». La polemica è sorta a seguito della risposta dell’assessore Saccardin ad un’interrogazione di Antonio Rossini, consigliere comunale d’opposizione, che chiedeva conto delle progettualità del comune sul riutilizzo della Silvestri. «Non è stata attivata nessuna procedura di acquisizione della caserma, poiché sono ancora in atto confronti e riflessioni e solo al termine di questo percorso si prenderà una decisione in un senso o nell’altro» era quanto scritto da Saccardin. Ora, decisione dell’amministrazione Bergamin o meno, i giochi paiono essere comunque più che decisi.

Marco Baroncini

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