Iras commissariato: ora il cammino lo traccia Stella, nominata dalla Regione

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Conti in rosso, irregolarità di gestione amministrativa, non esibito bilancio 2015. bocciato dal collegio dei revisori quello di previsione 2016: la Giunta Zaia ha deciso l'azzeramento del cda nominato da Bergamin che attacca le precedenti gestioni. Il Pd, invece, attacca lui

l'avvocato vicentino Tiziana Stella è stata nominata commissario straordinario dell?irsa a fronte delle irregolarità riscontrate dalla Regione

Un, due, tre... Stella: l'avvocato vicentino Tiziana Stella è stata nominata commissario straordinario dell?irsa a fronte delle irregolarità riscontrate dalla Regione

ROVIGO – Alla fine commissario fu. Sull’Iras la Regione Veneto cala definitivamente il sipario, dando in mano la gestione della casa di riposo per un anno all’avvocato Tiziana Stella. Una scelta arrivata dopo mesi di tentennamenti e anni di problemi, che negli ultimi tempi avevano creato una situazione alquanto difficile, tra dimissioni di membri del consiglio di amministrazione, mancanza di bilanci previsionali e di esercizio e conseguente messa in discussione tanto degli spazi per i pazienti quanto dei posti di lavoro.

Una patata bollente finita dritta dritta tra le mani dall’attuale sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, rispetto alla quale si è sempre tenuto distante. Fin dal naufragio del consiglio di amministrazione da lui nominato (spezzato da dimissioni e contrasti) Bergamin ha infatti auspicato l’arrivo dei un attore esterno (il commissario), non giocando altre carte per lo scioglimento dei mille nodi che strozzavano e ancora strozzano l’Iras. Senza contare che la nomina di Pierantonio Moretto, presidente ed inevitabilmente uomo forte visti i suoi trascorsi, aveva creato non pochi malumori nella sua stessa maggioranza, visto anche il lungo braccio di ferro nel 2006, quando Paolo Avezzù, al tempo sindaco, cercò di farlo decadere da presidente trovandosi la strada sbarrata dal Tar.

La palla ora passa in toto all’avvocato Stella, che da sola dovrà provvedere a portare un po’ di ordine all’interno di una struttura pubblica caotica da fin troppo tempo. «Conti in rosso. Non esibito bilancio 2015. bocciato dal collegio dei revisori quello di previsione 2016» è l’intestazione della pesante nota diramata dell’assessore regionale Manuela Lanzarin, che ha portato sul tavolo della Giunta presieduta da Luca Zaia il provvedimento di azzeramento di azzeramento del cda e di nomina del commissario straordinario. La decisione, recita l’atto regionale, è stata presa «data la presenza di irregolarità di gestione amministrativa e preso atto della mancata presentazione di atti di programmazione e di un piano di risanamento dell’ente». Spiegando la decisione sul piano tecnico l’assessore Lanzarin spiega che «ad oggi l’ente in questione non dispone ancora di un bilancio di previsione 2016, né, altra mancanza grave, ha esibito il bilancio di esercizio 2015, che la legge regionale dispone sia trasmesso entro il mese di aprile dell’esercizio successivo e comunque entro giugno. Entrambi questi termini risultano quindi violati. Oltre a tutti i motivi di legge il commissariamento è inevitabile per l’urgenza di tutelare gli interessi dell’Ipab, per interrompere gli effetti negativi della situazione sulla qualità dell’assistenza erogata agli ospiti, per evitare la conseguente possibile diminuzione delle persone anziane presenti, per salvaguardare il personale. Peraltro lo stesso Collegio dei Revisori dell’Ente ha evidenziato che ‘l’attuale situazione dell’ente non garantisce il presupposto della continuità aziendale’»

«Auspico venga fatta chiarezza a ritroso e vengano accertate e valutate le responsabilità di chi ha portato al dissesto finanziario dell’ente – spiega in una nota il primo cittadino – Il Commissariamento rappresenta l’epilogo di decenni di governo dell’istituto che, nell’ambito di una autonoma gestione ha creato negli anni disavanzi, spese esorbitanti, contenziosi, appalti che hanno segnato incrementi a dismisura delle rette a danno degli ospiti e dei loro familiari». Le colpe, quindi, starebbero nel passato. «Per individuare eventuali fallimenti della politica, forse bisognerà leggere i verbali del Consiglio Comunale dai primi anni del 2000 caratterizzati da contrapposizioni, denunce e ispezioni – continua Bergamin -. L’attuale amministrazione ha portato al voto unanime il Consiglio Comunale sugli obiettivi politici optando per la gestione pubblica dell’istituto». Come a dire che quello che ha potuto fare, lo ha fatto.

Ma l’opposizione è invece di un’altra opinione. «Questo Sindaco non ne azzecca una – commenta Tosca Malagugini, esponente del Pd rodigino – Un anno di soli proclami e di scivoloni a non finire tanto da ridicolarizzare Rovigo anche a livello nazionale. Ora anche l’Iras commissariata. E questa non sarà l’ultima figuraccia di un sindaco incompetente». Secondo la democratica la responsabilità sarebbe in capo all’odierna amministrazione, incapace di governare perché rotta da ”nomine, dimissioni e rimpasti di giunta”. «Uno schiaffo sonoro a questa amministrazione, a questo Sindaco incapace e indirettamente, ma per colpa sua, anche a tutti quei lavoratori e cittadini che vedono ora solo incertezza nel loro futuro» conclude Malagugini.

«Alla fine la continua attesa e le paventate difficoltà politiche nel sostituire i consiglieri dimissionari hanno determinato la conseguenza che voci di palazzo indicavano come la strada preferita dalla maggioranza cioè il commissariamento dell’Iras – afferma Antonio Rossini, consigliere comunale d’opposizione – L’impressione è che la politica, in questo momento non vuole assumersi alcuna responsabilità, e pertanto lascerà fare il lavoro ingrato al Commissario per salire, dopo i tagli dolorosi per il personale e per la struttura, sulla “carrozza’ del consiglio di amministrazione senza, a parer loro, averne alcuna responsabilità politica». Sia come sia, resta il fatto che per i lavoratori e gli ospiti dell’Iras si addensano all’orizzonte nubi potenzialmente molto scure. A questo punto solo il tempo potrà stabilire quale sarà il destino della struttura, votazioni del consiglio comunale o meno.

Marco Baroncini

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