La salvezza dell’Iras? Per qualcuno è possibilie, ecco il piano

Cronaca, Rovigo, Rovigo e dintorni |

Il progetto del Comitato “per l'articolo 32” per garantire un futuro all'ente pubblico. Fra servizi, alloggi parcheggio, uffici comunali e ospedale di comunità

il IComitato “per l'articolo 32” ipotizza alcune opzioni per far risollevare l'istituto

Una strada per l'Iras: il IComitato “per l'articolo 32” ipotizza alcune opzioni per far risollevare l'istituto

ROVIGO – «Ci fa davvero molto piacere il fatto che il Consiglio comunale di Rovigo abbia colto il senso e l’importanza della nostra proposta che si pone come obiettivo principale quello di garantire continuità al servizio pubblico svolto dall’Iras impegnando il sindaco e la giunta alla convocazione di un tavolo istituzionale che sappia coinvolgere l’azienda sanitaria locale e la conferenza dei sindaci». Soddisfazione da parte di Lucilla Palmisano, Cristiano Pavarin e Vanni Destro, esponenti del Comitato “per l’articolo 32”, che ringraziano «il consigliere comunale Livio Ferrari, per aver colto l’invito a presentare la mozione che è stata approvata in aula lo scorso 30 giugno, riguardante la trasformazione dell’Iras in Azienda pubblica di servizi alla persona Ci preme evidenziare come la normativa regionale di riferimento che regola le strutture che svolgono assistenza socio-sanitaria sia in evoluzione infatti a breve sarà approvata la proposta di legge Zaia numero 25, che darà l’opportunità alle strutture come l’Iras che intendano rimanere soggetti pubblici, di svolgere diversi servizi in convenzione diretta. Siamo convinti che questa mozione possa rappresentare nei fatti l’inizio di un percorso per una nuova stagione per l’Iras come centro polifunzionale anche allo scopo di trasferire in città servizi importanti agevolandone l’accesso per i cittadini utenti».

Attualmente, spiega il Comitato “per l’articolo 32”, il Comune di Rovigo gestisce, attraverso assegnazione di appalto, il servizio di assistenza domiciliare Sad (che rientra nel sociale), mentre l’Ulss 18 si occupa di Assistenza domiciliare integrata Adi (ch riguarda l’aspetto sanitario). «Le competenze sono certamente differenti, ma i cittadini, con bisogni sia sociali sia sanitari, sono coincidenti e per tale motivo, come già avviene in molteplici territori veneti e nazionali, il servizio di assistenza è integrato Ulss-Comuni. Pertanto, si propone che anche il Comune di Rovigo gestisca in modo integrato i servizi socio-sanitari ed assistenziali».

Per questo, sottolineano gli esponenti del servono subito alcune azioni immediate: una mappatura aggiornata almeno al 2015 (gli ultimi dati risalgono al 2008) della popolazione anziana e della situazione socio sanitaria complessiva, in modo da definire un quadro dei bisogni reali; un laboratorio socio-sanitario per favorire l’integrazione di soggetti pubblici coinvolti nell’assistenza socio-sanitaria del Comune di Rovigo (Ulss 18, Comune, Iras) e valorizzare compiti e professionalità; un sistema informativo rivolto alla popolazione e alle reti di solidarietà, per guidare i cittadini-utenti all’accesso ai servizi; una forte centratura sull’integrazione dei servizi di assistenza domiciliare, attraverso un coordinamento di funzioni e percorsi tra Comune e Ulss 18 e di conseguenza: l’istituzione dei Pua (Punti unici di accesso) per la razionalizzazione dei servizi; il collegamento, in forma consorziale con i comuni afferenti al Distretto del Medio Polesine, attraverso un nuovo Piano di Zona, da far approvare dalla Conferenza dei Sindaci, la quale dovrà riappropriarsi del ruolo di indirizzo e controllo delle politiche socio-sanitarie territoriali; l’individuazione di strutture, in centro città, con i requisiti rispondenti alle necessità socio-sanitarie, dotate di uffici competenti, ambulatori medici ed infermieristici rispondenti alle principali esigenze della popolazione interessata. Proprio perché si vuole riconoscere e favorire la popolazione delle frazioni, è necessario esercitare nelle frazioni stesse, una funzione di segretariato sociale con la presenza, almeno due volte la settimana, anche in riferimento alla situazione demografica, di professionisti in grado di garantire risposte alle principali esigenze socio-sanitarie e burocratico-amministrative. Questa funzione potrà favorire l’accesso soprattutto alle persone che, sole o prive di mezzi di qualsivoglia natura, non siano in grado di raggiungere la città. Tutto questo permetterebbe non solo di ridurre costi, favorire un’economia di scala e soprattutto i disagi, ma anche di riformare il sistema delle erogazioni delle prestazioni sociali agevolate nella nostra città».

La proposta del Comitato “per l’articolo 32”

DISLOCAZIONE UFFICI COMUNALI DI COMPETENZA – Per garantire il raggiungimento degli obiettivi sopra descritti è necessario anche individuare strutture adeguate: lo stabile che ospita attualmente gli uffici dei servizi sociali del comune di Rovigo desta seri dubbi rispetto all’auspicabile funzionalità, sia per la vecchia concezione edilizia, sia per l’assenza di parcheggio, sia per l’attuale forma contrattuale di locazione. Pertanto si propone di: individuare nei locali IRAS (Casa Serena) la sede cittadina per tale scopo, ciò potrebbe incentivare l’integrazione dei servizi, su larga scala. In questo caso l’IRAS diverrebbe non solo la “nuova casa dei servizi sociali del comune di Rovigo” ma anche il riferimento logistico e strutturale dell’insieme delle attività che coinvolgono direttamente i servizi socio-sanitari dell’ULSS 18 e dei comuni che vi intendano partecipare, con particolare attenzione alle politiche a favore degli anziani.

GESTIONE SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE E\O INTEGRATA – Premessa la condizione necessaria dell’integrazione delle due forme di assistenza domiciliare, comunale e regionale (impegnative di cura domiciliare), si propone di:
– favorire la loro integrazione attraverso sinergia tra i comuni, coordinati in un progetto inserito nel piano di zona della conferenza dei sindaci del territorio dell’Ulss 18;
eseguire una ricognizione statistica allo scopo di adeguare i servizi per le prestazioni sociali agevolate; questo potrà avvenire attraverso il dislocamento periodico di alcuni uffici verso il territorio;
– far acquisire ai comuni un ruolo attivo nel nuovo sistema di assistenza domiciliare regionale (che ha stabilito i cinque livelli di impegnativa di cura domiciliare, erogando contributi soggetti alla rendicontazione delle spese), integrando a bilancio i fondi relativi ai singoli progetti individuali. Si potranno così generare risparmi di gestione sui costi da rendicontare in quanto il Comune si prende l’onere di gestire i servizi finanziati dagli icd. Il comune di Rovigo, essendo Capoluogo di provincia, dovrà assumere il ruolo di capofila rispetto ad un progetto coordinato da un nucleo operativo aggregato in convenzione tra i comuni aderenti come previsto dal decreto Legge 7 agosto 2012 n. 135 in tema di revisione della spesa pubblica.

SERVIZI PER ANZIANI – Nei Comuni del territorio di competenza Ulss 18, nonostante il piano di zona ne preveda l’istituzione, non esistono centri diurni per anziani non autosufficienti.
Si propone pertanto:
– l’’istituzione di un Centro diurno, risorsa per pazienti e famiglie, che potrebbe trovare collocazione presso l’Iras (Casa Serena.);
– l’istituzione di un servizio mensa, per anziani che, soli o parzialmente autonomi, non seguono un’alimentazione corretta. Il servizio si può ottenere con una convenzione attraverso dei buoni gestiti dal comune con tariffe calmierate (attualmente una giornata alimentare all’Iras costa circa 11 euro) e spesi nella mensa Iras; ciò raggiungerebbe un duplice obiettivo: offrire un’alimentazione corretta agli anziani ed avvicinarli e coinvolgerli nella vita sociale.

EMERGENZA ABITATIVA – L’emergenza abitativa rappresenta un vero problema, visto che, dal 2011 ad oggi, il numero degli sfratti è triplicato e tenderà ad aumentare nel 2015 (65 casi negli ultimi mesi), con coinvolgimento di 90 minori e 7 anziani. Viste le difficoltà di Ater e Comune Per far fronte all’emergenza, alla quale né riescono a far fronte, si propone di:
– trovare la forma giuridica adatta allo scopo di rendere fruibili quegli alloggi attualmente resi inagibili dalla scarsa manutenzione eseguita negli anni passati;
– riadattare i locali di Casa Serena per tamponare situazioni di emergenza, previo accordo con Ater, Comuni e Iras. Questo potrebbe consentire di accedere a forme di contributo regionale come il Fondo per la Morosità Incolpevole o Fondo di garanzia per chi affitta le proprie case a canoni agevolati.

ATTIVAZIONE PRESIDIO OSPEDALE DI COMUNITA’ – Il nuovo piano socio sanitario recentemente approvato dal Consiglio regionale del Veneto prevede l’attivazione delle strutture di ricovero intermedie perseguendo l’obiettivo strategico di sviluppare l’assistenza extraospedaliera.
L’obiettivo è quello di accogliere pazienti per i quali non sia prefigurabile un percorso di assistenza domiciliare o risulti improprio il ricorso all’ospedalizzazione vera e propria. Nel territorio di competenza Ulss 18 saranno previsti  posti letto da attivare presso gli ospedali di comunità.
A questo proposito l’Iras potrebbe risultare strategicamente importante per l’auspicata integrazione socio-sanitaria disponendo delle caratteristiche e della logistica richieste per l’autorizzazione all’esercizio delle strutture intermedie.

Condividi ora!

Lascia un commento

In Video