Il Fotour è qui: tu chiamalo, se vuoi, turismo emozionale

Un progetto che punta a valorizzare vacanze naturali e non massificate: incontri a Fratta e Porto Viro, un video girato a Ca' Dolfin per trasmettere

il cosiddetto turismo emozionale può offrire prospettive interessanti per una terra come il Polesine

Fuori rotta: il cosiddetto turismo emozionale può offrire prospettive interessanti per una terra come il Polesine

ROVIGO  – Il punto è: quanto ci soddisfa la nostra vacanza? Certo, ad alcuni basterebbe avercela, una vacanza. Ma per gli altri, i fortunati altri, la risposta potrebbe non essere sempre positiva. Prenota, prepara i bagagli, prendi la macchina. Poi le code, il caldo, gli imprevisti. E questa rischia di non essere nemmeno la parte peggiore. Raggiunta la spiaggia, l’hotel o la baita, che si fa? Le solite passeggiate? Si passano ore e ore ad abbronzarsi? Per carità, ad alcuni piace così. Ed è giusto. Ma ad altri, stufi dello stesso film che si ripete anno dopo anno, tutto questo potrebbe non andare giù.

Non più. Da qui, da questo senso di insoddisfazione, di ricerca di un qualcos’altro, nasce l’idea del cosiddetto turismo “emozionale”. La formula è, sulla carta, relativamente semplice: al posto di vivere di ozio si vive di esperienze. Esperienze reali: scorci di vita quotidiana, di realtà mai vissute, di situazioni inedite. Il tutto cercando di evadere il più possibile dall’artificioso mondo plasmato dall’essere umano, rifugiandosi nelle meraviglie incontaminate create da madre natura. Si trascorre la giornata come parte attiva del luogo in cui si è, non come presenza estranea e di passaggio. Anche faticando, dove necessario. L’idea pare piacere e pure parecchio.

Il turismo “emozionale” esiste ed è in costante crescita, rappresentando un’opportunità sempre più curiosa ed interessante. Tanto che anche in provincia di Rovigo qualcuno si sta attrezzando. Il progetto che sta cercando di creare una rete sul territorio si chiama progetto “Futour” ed è finanziato dalla Regione Veneto attraverso il Fondo Sociale Europeo e realizzato da Cifir, l’ente di formazione di Confindustria, che in Polesine si è affidato alla collaborazione con CeDi (Turismo e Cultura)

Nei giorni scorsi il regista e scrittore vicentino Giancarlo Marinelli ha realizzato una serie di riprese per realizzare un video in grado di trasmettere il concetto di “Polesine terra dell’anima”, un luogo dove ci si può perdere per poi ritrovarsi, dove è possibile grazie alla bellezza della natura riscoprire se stessi attraverso ritmi antichi, immersi nell’ambiente. Una delle location scelte è stata la città di Lendinara e, in particolare, il giardino di Ca’ Dolfin dove sono state girate alcune scene con la celebre attrice Ivana Monti. L’attrice, ricevuta dal sindaco Luigi Viaro e dall’assessore Francesca Zeggio con i referenti di Cedi Turismo e Cultura, ha particolarmente apprezzato l’ospitalità di Lendinara assaporandone soprattutto la storia ed il passato collegato al Risorgimento.

All’ecomuseo Al Pizzon di Fratta Polesine, invece, gli operatori turistici dell’Alto Polesine, tra cui tra cui gli imprenditori del ristorante Due Spade di Lendinara, l’albergo ristorante Palladio, lo Storico Caffè Commercio e la locanda mulino Al Pizzon di Fratta Polesine, con l’aiuto di consulenti esperti del settore della comunicazione digitale e tradizionale, si sono riuniti per confrontandosi su come organizzarsi per sfruttare al meglio questa nuova realtà turistica. Dopotutto, ragionano, se una persona è disposta ad andare fino in capo al mondo per trascorrere una vacanza diversa dal solito, perché non sfruttare la nostra pianura, ricca di una natura ancora intonsa?

Le possibilità certamente non mancano: il delta del Po, la foce dell’Adige, la presenza di piccoli comuni dai ritmi di vita ancora scanditi dalla semplicità della vita. Con il vantaggio di mettere a disposizione dei visitatori strutture all’avanguardia ma non invadenti, dotate di comfort ma ancora incredibilmente inserite in paesaggi incontaminati. L’obiettivo, al momento, è quello di fare rete ed escogitare offerte interessanti. Con la speranza, ovviamente, che questo sia solo l’inizio di un modo di vivere e vedere il Polesine differente, valorizzando il suo animo più profondo e sincero. Sia a beneficio dei turisti che di chi, giorno dopo giorno, lo vive e lo abita.

Anche il Comune di Porto Viro, come sottolinea il vicesindaco Silvia Gennari, ha aderito come partner a “Futour”, «progetto di formazione continua, il turismo del futuro tra tecnologia, comunicazione e ospitalità»: lunedì 6 giugno alle 21 la sala convegni della biblioteca comunale di via Navi Romane ospiterà una riunione con gli operatori del commercio, dell’ospitalità e della ristorazione.

Marco Baroncini

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Un commento

  1. seguo con molta attenzione le vicende polesane e mi dispiaccio delle molte occasione di turismo perdute come pure della mancanza di collaborazione (tipicamente italiana peraltro). Sono contro limiti , confini, campanilismi che portano solo ad eventi, anche di grande spessore, ma che si limitano a una cerchia locale. Ho visto realizzare significativi eventi anche in Piemonte e Lombardia ma sempre senza una progettualità condivisa e, qualche volta, con speco inutile di soldi pubblici. Ho organizzato personalmente eventi di grande rilievo ma, mi ripeto, senza progetti a lungo termine e condivisione non si va lontano. Concludo consigliando a chi partecipa al progetto Futour: pensate a condivisione e continuità ma anche a una bandiera che rappresenti degnamente il territorio.

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