Un anno di Bergamin, il bicchiere è mezzo vuoto

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Il sindaco ad un anno dalla sua elezione tira le somme, ma oltre a dire di essere riuscito a rivitalizzare il centro storico deve guardare a cose ancora in cantiere: “700mila euro stanziati per tappare le buche e presto nuove assunzioni per la polizia locale per rendere Rovigo più sicura”. E sul mancato abbassamento delle tasse che aveva promesso, l'indice si punta verso Roma

il sindaco Massimo Bergamin fa il punto del suo primo anno alla guida della città

Canzone dei 12 mesi: il sindaco Massimo Bergamin fa il punto del suo primo anno alla guida della città

ROVIGO – Massimo Bergamin tira le somme. Ad un anno esatto dalla sua elezione, il primo cittadino di Rovigo in quota Lega Nord ripercorre i punti fondamentali della sua azione di governo dopo i primi 12 mesi alla guida del Comune. Era il 14 giugno dell’anno scorso quando Bergamin, con circa il 60% delle preferenze, ebbe la meglio sulla candidata del Pd Nadia Romeo.

Da allora le questioni sul tavolo del sindaco hanno continuato a crescere di numero e di importanza. Ad oggi i fronti aperti sono diversi, molti dei quali dagli esiti ancora incerti. Il destino di Ecoambiente, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti in Polesine, pare ogni giorno più burrascoso. Incertezza che si aggiunge a quella che aleggia sulla questione Iras, a rischio commissariamento e con un cda in parte dimissionario. Ma la lista sarebbe ancora lunga: urbanistica, partecipate, gestione del verde pubblico, rifacimento del manto stradale giusto per fare qualche esempio. Insomma, di carne al fuoco ce n’è sicuramente parecchia.

«Non sempre è stato facile – ammette Bergamin – molte volte mi sono chiesto se stavo facendo la scelta giusta, altre mi sono sentito impotente di fronte a certe complessità». Primo obiettivo mirato dal sindaco la riorganizzazione del personale perché, spiega, «solo con una struttura organizzata si può fare molta strada, devono essere valorizzate le competenze e mettere le persone giuste al posto giusto». Poi la questione delle tasse. Per il primo cittadino i problemi stanno principalmente a Roma, con un Governo «abusivo» che, taglio dopo taglio, mette sempre più a dura prova le amministrazioni locali. «Non abbiamo toccato la tassazione – spiega Bergamin – sono rimaste invariate le tasse di Irpef, Tasi e Imu; non è cresciuta nemmeno la Tari grazie ad una azione mirata al recupero della imposta sui rifiuti evasa». Nessun aumento, quindi, ma nemmeno nessuna diminuzione. «È inoltre allo studio una rivisitazione dei parametri di esenzione delle imposte comunali applicando il metodo del calcolo dell’Isee anziché quello del reddito» continua. L’intento è quello di andare incontro alle famiglie realmente in difficoltà, concentrando gli aiuti verso le fasce più deboli ed esposte. Per tutti gli altri invece il carico fiscale resterà più o meno invariato.

Durante la campagna elettorale del 2015 Bergamin aveva promesso una riduzione delle aliquote, ma al momento la strada pare non sostenibile dal punto di visto economico. Un risultato che, se sarà raggiunto, lo sarà quindi solamente nel futuro.

Per quanto riguarda il centro storico, Bergamin si dice soddisfatto: «Il nostro impegno si è concentrato nella rivitalizzazione del centro, con centinaia di eventi patrocinati e ai quali abbiamo concesso l’utilizzo di spazi e l’occupazione del suolo pubblico gratuitamente». Entusiasmo per il Teatro Sociale, che ha incrementato del 30% gli spettatori.

Capitolo scottante quello dei lavori pubblici, rispetto al quale il sindaco fa sapere che «oltre 700mila euro sono stati stanziati per ripristinare buche, manto stradale e marciapiedi di città e frazioni. Importante lavoro si sta portando avanti con il Demanio per la riqualificazione di luoghi sfitti: dall’Ex Caserma Silvestri, all’Ex Banca d’Italia solo per citarne alcune». Buone notizie per le scuole, con oltre 1 milione di euro destinato alla loro sistemazione. Infine la sicurezza, cavallo di battaglia del primo cittadino durante la campagna elettorale. «Sono previste nuove assunzioni per la Polizia locale e un ampio contributo (già stanziato in bilancio) per l’acquisto di strumenti utili per la rilevazione delle infrazioni del codice della strada; grazie ad un rapporto sinergico con le altre forze dell’ordine, nel corso dei mesi, sono state attivate numerose azioni per sorvegliare il territorio».

Marco Baroncini

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