Permesso all’auto in fermo, Bergamin: “Sono solo fatti miei”

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Il sindaco glissa sulla questione e la sua difesa è l'attacco: “Questo è accattonaggio politico che non mi riguarda, non me ne frega nulla di quello che dicono questi qua. Che si confrontino piuttosto sul terreno delle cose da fare”

i sindaco Bergamin preferisce evitare di entrare nel merito della vicenda che ha visto la sua auto ottenere un permesso per l'accesso nella ztl del centro di Rovigo mentre si trovava "bloccata" da Equitalia

Con permesso: i sindaco Bergamin preferisce evitare di entrare nel merito della vicenda che ha visto la sua auto ottenere un permesso per l'accesso nella ztl del centro di Rovigo mentre si trovava "bloccata" da Equitalia

ROVIGO – La parola d’ordine è “silenzio”. Non si sbilancia Massimo Bergamin, sindaco di Rovigo, sulla ormai nota questione del permesso per la circolazione in ztl rilasciato alla sua automobile quando questa era ancora in fermo amministrativo a causa di pendenze con Equitalia.

Una notizia che ha infiammato l’opposizione, pronta a puntare il dito contro il primo cittadino e il comandante della Polizia Locale, Giovanni Tesoro. Il Partito democratico è infatti partito all’attacco, chiedendo le dimissioni immediate sia del primo cittadino che di Giovanni Tesoro. Anche Silvia Menon aveva alzato la voce, indicando la via della commissione consiliare come strada necessaria a chiarire meglio l’accaduto.

Richieste a cui il sindaco non ha però intenzione alcuna di rispondere. «Non ho nulla da dire – afferma – Io potrei rivolgere accuse ipotetiche su altre situazioni. Ma le accuse devono essere accertate da chi di competenza». Per Bergamin si tratta di una manovra orchestrata ad arte per screditarlo: «Qualcuno strumentalizza le questioni personali e private per farne un uso politico». «Questo è accattonaggio politico che non mi riguarda – rincara – sono cose personali, non me ne frega nulla di quello che dicono questi qua». «Che si confrontino piuttosto sul terreno delle cose da fare» è l’invito con cui conclude il primo cittadino.

Marco Baroncini

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