Le chiavi della città al presidente Zambelli

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Ancora festa per i campioni rossoblù con una cerimonia a Palazzo Nodari e l'abbraccio dei tifosi in piazza Vittorio Emanuele II, fra selfie, autografi ed omaggi

il presidente del Rovigo riceve le chiavi della città. Ma cosa apriranno mai?

La chiave del successo: il presidente del Rovigo riceve le chiavi della città. Ma cosa apriranno mai?

ROVIGO – Ancora lacrime, ancora grida, ancora gioia. Non è semplice, dopo 26 anni d’attesa, non emozionarsi vendo loro, gli eroi dello scudetto, scendere le gradinate della Gran Guardia. Mercoledì primo giugno Rovigo ha ufficialmente festeggiato i Bersaglieri in piazza Vittorio Emanuele II, e lo ha fatto con lo stesso calore e felicità dei giorni scorsi. Il tempo pare essersi fermato a quel fatidico sabato, quando sul prato verde dello stadio Battaglini i rossoblù hanno coronato il sogno di una città intera: tornare ad essere campioni d’Italia nell’Eccellenza del rugby.

Da allora le bandiere non hanno smesso di sventolare, gli striscioni di ornare le facciate di case e palazzi. Un risultato ulteriormente impreziosito dal replay della domenica successiva, quando anche l’Under18 ha segnato la storia del pallone ovale, conquistando il primo posto nel campionato italiano.

«Quello che è successo sabato, al Battaglini, è stato straordinario – ha commentato il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, affiancato dal presidente della Femi-Cz Francesco Zambelli – ho seguito il primo tempo dalla tribuna est, ho suonato i tamburi, ho percepito la tensione e la speranza della gente». In segno di riconoscimento il primo cittadino ha consegnato a Zambelli le chiavi della città, incoraggiandolo a mantenere lo stesso impegno e la stessa dedizione dimostrata in questi anni.

Ad omaggiare il presidente anche il famoso disegnatore Fabio Vettori, che ha celebrato la festa con le proprie famosissime Formiche, e Luciano Pavanello, che ha creato una scultura per l’occasione. Ad essere premiati anche i ragazzi dell’Under16 rugby, arrivanti in finale.

Pioggia di autografi per i giocatori, assaliti da adulti e bambini appena giunti in piazza. Firme sulle magliette, fotografie, palloni e, ovviamente selfie, tantissimi selfie. La festa è poi proseguita fino a notte fonda, tra musica, abbracci e sorrisi. L’appuntamento è ora per l’anno prossimo, quando i Bersaglieri saranno chiamati a dare nuovamente il meglio di sé. Per il momento, una sola certezza: Rovigo è da oggi più rossoblù che mai.

Marco Baroncini

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