Colori ed emozioni al Roverella con “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia”

E' stata presentata oggi in anteprima alla stampa la grande mostra rodigina 2016/2017 della Fondazione Cariparo. Curata da Giandomenico Romanelli, l'esposizione conta un centinaio di opere unite da un solo filo conduttore: la modernità interpretata dai pittori di fine ‘800 e primi del ‘900. Apertura fino al 14 gennaio 2017

il curatore Giandomenico Romanelli illustra l'esposizione alla stampa

Palazzo Roverella: il curatore Giandomenico Romanelli illustra l'esposizione alla stampa

C’è anche qualcosa di rodigino e di Veneto nella bella mostra “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia”, inaugurata venerdì 16 settembre con un vernissagge mattutino per la stampa a Palazzo Roverella e nel pomeriggio con un evento (ad inviti) al Teatro Sociale.

Alla mostra, dedicata appunto a Paul Gauguin – di cui si possono vedere sei splendide opere e già vale la visita – al movimento dei “profeti” bretoni-parigini Nabis e ai seguaci del cosiddetto “sintetismo”, si possono rivedere infatti tre quadri del rodigino Mario Cavaglieri, grandioso pittore al quale il Roverella ha già dedicato una mostra indimenticabile. Si tratta della splendida “Giulietta appoggiata al tavolo” (1922), di “Giulietta a Selva di Valsugana” (1914) e del delizioso “Piccolo interno” del 1920. Spazio è dato anche ad altri pittori in cui risuonano echi dell'”estetica della semplicità” perseguita da Gauguin e dai Nabis, come il livornese Oscar Ghiglia (uno per tutti: il ritratto “Ugo Ojetti nello studio”), Felice Casorati e Cagnaccio di San Pietro, pseudonimo di Natale Scarpa, artista veneto (Desenzano del Garda, 14 gennaio 1897 – Venezia, 26 maggio 1946) che sorprende ancora oggi per le sue provocazioni come il nudo “Primo denaro” del 1928.

Non solo: una intera sala raccoglie le opere degli artisti che si mossero a fine Ottocento fra Venezia, ai tempi delle prime biennali (dal 1815, per intenderci), e Parigi, spesso scegliendo Burano come soggetto: Gino Rossi, Arturo Martini, Umberto Moggioli, Tullio Garbari.

Una mostra, curata da Giandomenico Romanelli, che vale la pena, insomma, non solo perché offre l’occasione di incontrare Gauguin e scoprire le opere dei Nabis e dei loro eredi in altri Paesi europei, ma anche per gli echi locali che risveglia. Un centinaio le opere esposte.

Apertura fino al 14 gennaio 2017, orari feriali 9-19, sabato e festivi 9-20, chiuso lunedì non festivi. Call center e prenotazioni 0425460093 3460701983 o info@palazzoroverella.com. Biglietto intero 11 euro, ridotto 9 euro.

 

Cristiano Draghi

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