Bobo bis, rielezione bulgara con sfogo

ADRIA – «Parlar male del sindaco vuol dir parlar male della città». Un filo di commozione, subito dopo l’esito del voto che lo ha incoronato nuovamente alla guida di Adria […]

nel commento a caldo dopo la rielezione a sindaco di Adria Barbujani ha parlato della propria pazienza nel sopportare gli attacchi durante la campagna elettorale

Pazienza: nel commento a caldo dopo la rielezione a sindaco di Adria Barbujani ha parlato della propria pazienza nel sopportare gli attacchi durante la campagna elettorale

ADRIA – «Parlar male del sindaco vuol dir parlar male della città». Un filo di commozione, subito dopo l’esito del voto che lo ha incoronato nuovamente alla guida di Adria con una percentuale bulgara: Massimo Barbujani si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Dimostrando che le critiche, sia quelle politiche, sia quelle che hanno riguardato il suo fallimento milionario, lo hanno punto nel vivo «Mi sono stupito della mia pazienza – spiega con voce rotta – perché non è stata una campagna facile per me. Ho dovuto digerire alcune cose che qualche anno fa, quando ero più istintivo avrei reagisto in maniera più forte. Ma quando si fanno le cose con la passione e con il cuore, lo dico da innamorato di questa città… ». Ricorda tutti, da quando sette anni fa fu chiamato «da Mauro e dalla Isi», ringraziando a suo modo anche Mainardi e Coppola, che oggi sono però fuori dalla cerchia di chi festeggia. Terza vittoria consecutiva per il “commerciante prestato alla politica”, che ha confermato come lui stesso dice palando di sé in terza persona «che Bobo è amato dalla città di Adria»

Dopo i numeri del primo turno, se lo aspettavano un po’ tutti: Massimo Barbujani è il di nuovo sindaco di Adria. Sostenuto da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli D’Italia, FN e liste civiche, Barbujani è ufficialmente tornato sulla poltrona più alta del comune adriese forte del 64% delle preferenze, per un totale di 5.652 voti. Un risultato praticamente irraggiungibile per lo sfidante Nicola Zambon, candidato retto da PD, Italia dei Valori e liste civiche. Per Zambon si sono espressi favorevolmente 3.175 cittadini, poco più della metà di quelli che invece hanno preferito Barbujani. Fin dalle prime schede scrutinate nel corso della lunga nottata di domenica 19 giugno è parso immediatamente chiaro l’enorme distacco che divideva i due candidati, infine concretizzandosi nei circa 30 punti percentuali di differenza.

Ma, numeri alla mano, a farla da padrona è stato sicuramente l’astensionismo: solo il 54% circa si è recato alle urne, contro il dato del primo turno che invece ha visto una partecipazione del 68%. A pesare sicuramente la decisione di Cristina Caniato del Movimento 5 Stelle e di Omar Barbierato di non apparentarsi con nessuno dei due schieramenti, rifiutandosi persino di dare indicazioni di voto. Nel caso dei pentastellati, inoltre, i candidati hanno dichiaratamente scelto di non recarsi ai seggi. Per il PD di Adria, a questo punto, non resta altro che incassare la sconfitta. Sconfitta che risulta ancora più pesante di quella di 5 anni fa, quando Barbujani ebbe la meglio sull’allora candidato democratico Paolo Ruzza con uno scarto di appena 300 voti.

Or si apre il totonomine. Scontato il rientro in giunta di Simoni che ha totalizzato 254 preferenze (secondo solo a Gino Spinello del Pd ad un passo dalle 300, 295), in superpole anche Daniele Ceccarello altro recordman di preferenze, mentre sarà difficile che possa uscire dalla “squadra” Patrizia Osti. La sorpresa potrebbe essere Giorgia Furlanetto, mentre non è poi così scontata la conferma del leghista Giorgio D’Angelo, già vicesindaco, che non ha ottenuto l’atteso plebiscito popolare ed ha ottenuto appena 64 preferenze.

Marco Baroncini

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