Polesine Camerini, Mosca Toba: “No allo scaricabarile di Enel”

Il segretario aggiunto della Cisl definisce il bando Futur-E “l’ennesima navigazione in solitaria che impedisce al territorio ed alle sue rappresentanze di contribuire”

Quanto Enel sta facendo con la Centrale di Porto Tolle, in coincidenza con l’imminente presentazione del bando Futur-E, rappresenta la riprova del disinteresse e pressapochismo con cui l’azienda energetica ha sempre gestito la prospettiva ed il futuro di Polesine Camerini. Alle ipotesi di trasformazione della Centrale che si sono seguite negli anni, nessuna delle quali andata a buon fine, oggi si aggiunge un’altra ipotesi di riqualificazione, Futur-E, da calarsi sul territorio senza alcuna configurazione con lo stesso e con chi lo rappresenta.

Ambiente, residenti, lavoratori, aziende e territorio in senso lato, con tutte le peculiarità insite in un’area così particolare e delicata, sono tutti aspetti che, nel bando, sono destinati a non trovare diritto di cittadinanza visto che Enel ha deliberatamente deciso di non configurarsi con nessuno in occasione della futura presentazione che avrà luogo tra pochi giorni.

L’ennesima “navigazione in solitaria” che impedisce al territorio ed alle sue rappresentanze di contribuire, richiedendo di trasformare in opportunità le numerose negatività determinate dal susseguirsi di avvenimenti connessi al travagliato iter di dismissione della Centrale, alla riuscita di questo percorso affinché Futur-E non si trasformi nell’ennesima vicenda il cui epilogo sia Futur-No.

Condivido in toto le osservazioni apparse sulla stampa di recente e prodotte dall’amministrazione comunale di Porto Tolle, per voce del suo sindaco, in quanto la particolarità del contesto deve necessariamente prefigurare una particolare attenzione ed approccio a tutta la filiera della trasformazione della Centrale, dalla demolizione alla sua prospettiva con le conseguenti fasi di controllo e verifica in cui, per la delicatezza del contesto, più sono gli attori coinvolti e tanto maggiore saranno le possibilità di riuscita.

Ritengo sia indispensabile che anche le rappresentanze sociali abbiano voce in capitolo nel valutare i progetti ma soprattutto quali interconnessioni occupazionali, visto l’impatto sull’occupazione e disagi determinati dalla recente scelta di dismissione, e sulle vocazioni produttive o meno, che andranno a radicarsi nel sito per costruirne la prospettiva. Per questo diventa indispensabile comprendere prima di variare la destinazione d’uso di Polesine Camerini.

Va infine sottolineato che lo Stato resta un socio di rilevante importanza in Enel ed, in quanto Stato, deve produrre il massimo sforzo affinché la trasformazione in atto non sia solo gestita dal versante economico ma venga intrapresa privilegiandone, pur nel necessario equilibrio economico, tutti gli aspetti e conseguenze di carattere sociale ed ambientale. Cosa tutt’altro che scontata visto l’avvio della progettualità posta in essere da Enel.

Andrea Mosca Toba
Segretario generale aggiunto Cisl Padova Rovigo

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Un commento

  1. Lorenzo Busson scrive:

    E’ ARRIVATO L’UOMO TIGRE

    Sul sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, dobbiamo ammettere che ci eravamo sbagliati. Le sue prime immagini, viste durante la campagna elettorale per le comunali dello scorso anno, davano la sensazione di uno che viene dal “mondo dei cucchi”, come dicevano i nostri vecchi: uno che senza lo specchio non si rende neanche conto di stare sul pianeta Terra. Il nostro giudizio veniva poi rafforzato dalle sue stesse dichiarazioni, espresse nelle interviste dopo la trionfale elezione a sindaco, in cui in pratica ammetteva di non avere mai fatto un cazzo in tutta la vita, di avere intrapreso varie cose senza riuscire a concludere nulla. E qui sorgeva spontanea la domanda: ma chi glielo ha dato, a quello lì, il cervello? Lo avrà comprato al LIDL?
    Poi però ci siamo ricreduti e adesso dobbiamo ammettere che Massimo Bergamin è diventato l’idolo di tutti noi, avendo trovato finalmente la soluzione per stroncare la dilagante criminalità che attanaglia Rovigo e che costringe i cittadini a vivere barricati in casa per paura di essere derubati o di subire violenze. Qui la strategia del nostro eroe è stata un crescendo di successi, a partire dalle passeggiate al mercato del martedì mattina, assieme al comandante dei vigili urbani, per multare pericolosissimi mendicanti macchiati dall’orribile colpa di essere poveri. E’ poi seguita l’invocazione dell’esercito, a cui però le autorità preposte non hanno dato risposte soddisfacenti e dunque è maturata la decisione di fare personali ronde in macchina, la sera, dopo una giornata di duro lavoro, per garantire la sicurezza dei cittadini: noi a casa, a godere il meritato riposo, ma lui no, il Cavaliere Insonne che non riposa mai, che vigila sulla città, gira in macchina alla ricerca di criminali, col cellulare in mano, pronto a telefonare alla polizia al primo movimento sospetto, tanto che alcuni avevano pensato che fosse a caccia di Pokémon. Ma la pensata più acuta è stata senza dubbio la lettera a Putin, quella in cui ha invitato il leader russo a prendere in mano il problema dell’ordine pubblico a Rovigo, a mandare i cosacchi ad abbeverare i cavalli nella fontana di Piazza Merlin: probabilmente, in occasione di quello scambio epistolare, al nostro Piccolo Padre di Gavello è stato suggerito di fare un salto evolutivo e di trasformarsi in Supereroe.
    Raccontano le cronache che lunedì 25 luglio, alle sette di sera, nel negozio IPERSOAP di via Angeli, in pieno centro storico a Rovigo, un feroce ladro tentava di uscire con un paio di saponette in tasca senza passare alla cassa; sorpreso dai dipendenti, il criminale estraeva un coltello e lo puntava alla gola di una giovane e terrorizzata commessa la quale, impietrita, rimaneva immobile in attesa di essere decapitata sul posto. A questo punto, però, pare che una potente voce interiore abbia avvertito il Super Sindaco che la fanciulla si trovava in pericolo e che lui, guidato da un istinto da rabdomante, abbia raggiunto con ampie falcate il luogo del crimine da cui nel frattempo il delinquente si era allontanato a gambe levate. La ragazza veniva consolata dal Supereroe, che veniva portato in trionfo dalle vecchiette presenti nel negozio per comprare detersivi e pannoloni, mentre un coro di voci bianche intonava l’immortale
    “è l’Uomo Tigre che lotta contro il male,
    combatte solo la malvagità,
    non ha paura si batte con furore,
    ed ogni incontro vincere lui sa”
    Grazie, Sindaco, la città ti è riconoscente, abbiamo bisogno del tuo eroismo, del tuo giusto sdegno contro le ingiustizie, della tua energia per combattere la cattiveria umana!

    Lorenzo Busson

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