Per il centro un piano c’è: l’evacuazione-stillicidio

Non è vero che mancano le idee, tutto accade sulla base di illuminati progetti studiati a tavolino da persone preparate ed attente che la sanno lunga. Lo scopo? Rendere Rovigo completamente vuota, così sarà più comodo attraversarla quando si dovrà raggiungere qualsiasi altro luogo

l'arteria principale di Rovigo, che collega i due centri commerciali più vicini, una linea retta costellata da saracinesche abbassate e case sfitte

Il corso c'è, il popolo no: l'arteria principale di Rovigo, che collega i due centri commerciali più vicini, una linea retta costellata da saracinesche abbassate e case sfitte

Dai e dai, ad un certo punto mi sono convinto che per il centro storico di Rovigo c’è un piano. E qualcuno lo sta portando avanti con determinazione.

Quando hanno riaperto il tratto centrale di corso del Popolo al traffico, ci hanno spiegato che serviva per non far morire il commercio in centro storico. Io, non avendo fatto i canonici tre anni di militare a Cuneo, non sono in grado di cogliere il nesso tra cinquecento metri di strada aperti alle auto, senza spazio per parcheggiare, e il rilancio dei negozi. Dunque mi fido.

Un amico, che si intende di urbanistica al pari di molti autodidatti nelle più svariate discipline (medici, insegnanti, esperti di comunicazione), mi ha spiegato che tenere il corso aperto è l’unica soluzione per consentire la circolazione delle auto in centro storico.

In altre parole, per andare da un punto A ad un punto B, la via migliore è una linea retta. E quella retta è corso del Popolo. Diversamente, per le auto che volessero andare, facciamo un esempio a caso, dal centro commerciale La Fattoria al centro commerciale Aliper, il percorso diventerebbe troppo tortuoso e congestionato.

Quest’ultima spiegazione mi convince di più, soprattutto perché è coerente con ciò che sta accadendo da qualche anno nel centro storico rodigino. Partiamo dai residenti, che sono sempre meno. Giusto in questi giorni, come ogni estate da un millennio o due, riprende il solito dibattito sulla movida. I locali vorrebbero sparare musica a tutto volume, i residenti si lamentano che vorrebbero dormire o, più modestamente, farsi i cazzi loro in casa loro. C’è una sola soluzione, a sentire in giro: espellere i residenti.

In questo, movida estiva a parte, Rovigo ci sta riuscendo benissimo. Solo un rodigino su sei abita in centro, anche perché – cagnara notturna a parte – abitare in centro costicchia ed è la soluzione più scomoda possibile per una popolazione abituata ad usare l’automobile anche per andare dal salotto alla cucina.

La maggior parte dei rodigini abitano nei quartieri circostanti e nelle frazioni, da cui poi prendono la macchina per raggiungere i centri commerciali. In centro ci si viene, appunto, per fare festa nel weekend.

Espulsa buona parte degli abitanti, poi tocca ai negozi. I primi a morire sono i negozietti di prossimità, quelli in cui un residente solitamente va a comprarsi le cose di tutti i giorni. Basta un giro in piazzetta Annonaria per contare il numero di negozi che oggi ospitano prevalentemente ragni e grilli. Tabacchini ed edicole campano ancora, almeno finché non troviamo il modo di cacciare dal centro chi ci lavora.

Nel frattempo, l’ultima trovata è di espellere gli studenti: con la chiusura delle sedi centrali del liceo Celio-Roccati qualche centinaio di ragazzi si potrebbero trasferire in Commenda. Frattanto, gli studenti universitari continuano a rimanere esiliati nell’area fiere, dove non disturbano nessuno.

Il prossimo passo potrebbe essere la deportazione dei dipendenti pubblici. Con la chiusura della provincia, siamo a buon punto. Una volta espulsi dal centro storico anche avvocati, commercialisti e bancari, avremo finalmente le strade sgombre.

E allora potremo aprire al traffico anche il triangolo tra le piazze. Pensate a quanto si farà prima ad attraversare Rovigo, quando ci verrà voglia di andare da qualche altra parte.

Francesco Casoni

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Un commento

  1. Valerio scrive:

    Una città di vecchi come Rovigo è un caso perso, o la gente smette seriamente di lamentarsi della confusione in centro tipo il troppo traffico di viale Trieste, o per quelle 2 manifestazioni all’anno, o questa città è seriamente da abbandonare. Se non volete la confusione,andatevene dal centro! In una città viva e pulsante c’è sempre del rumore “in eccesso”, e siamo in una città morta praticamente, cosa farebbero quegli stessi cittadini (che si lamentano a Rovigo) in una città ancora più grande e rumorosa?

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