03 Aprile 2018 11:59

AMBIENTE ROVIGO

“Un turismo semiabusivo che deve essere controllato”

L'Associazione Naturalistica Sagittaria sottolinea la necessità di gestire al meglio la costruzione delle "casette"


ROVIGO – “Determinismo naturale e iniziativa libera dell’uomo hanno nel tempo contribuito al profilo unico del Delta del Po. Dune fossili, argini, golene, valli da pesca, sacche, scanni sono coinvolti, com’è noto,  in un continuo dinamismo, coinvolgendo per qualità e quantità  fauna e vegetazione. I delicati equilibri del sistema ambientale, tuttavia, in assenza di corretti interventi gestionali,  sono esposti a irrevocabili modifiche nell’assetto geomorfologico, con progressiva e pericolosa perdita della biodiversità”. Lo segnala l’associazione naturalistica Sagittaria, lanciando un vero e proprio allarme abusivismo sugli scanni del Delta del Po.

“Chiari segnali d’allarme – prosegue la nota – sono rilevabili negli scanni, quei suggestivi nastri di terra, insulari o peninsulari, esito della sedimentazione fluviale, del vento, delle acque salmastre, all’esterno barriera al mare, all’interno riserva riproduttiva per animali e piante. Da anni l’Associazione Culturale Naturalistica Sagittaria studia e controlla questo aspetto del Delta con la finalità di prevederne un futuro più o meno prossimo, in relazione sia ai cambiamenti della vegetazione, e conseguentemente delle dinamiche faunistiche, sia agli interventi più o meno coerenti delle attività umane”.

” Sagittaria saluta pertanto con piacere l’accurata analisi completata ultimamente da Marco Boscaro per l’Università degli Studi di Padova relativa allo scanno del Canarin di Porto Tolle (reperibile on line in www.sagittariarovigo.org). Lo studio rileva una consistente erosione dello scanno con una decrescita delle fasce vegetazionali, e in particolare della spiaggia (ridottasi tra 2004 e 2017 del 62,40%), e soprattutto mette in evidenza che queste superfici – patrimonio comunitario –  negli anni hanno subito un progressivo aumento di insediamenti antropici (casette abusive ad uso turistico-ricreativo) con un impiego di superficie nel 2017 superiore del 110,80% rispetto al 2008″.

“Un fenomeno negativo in atto da tempo, già in passato fatto oggetto di studio da parte di Sagittaria, come è rintracciabile in Atlante lagunare costiero del Delta del Po – a cura di E. Verza e L. Cattozzo, 2015 (on-line in Area divulgativa/sito Sagittaria).

“Rifugi e capanne – riportano i curatori –  (…) costruite in legno sia con materiali reperiti  in  loco  sia  appositamente  portati  (…) vengono tutte raggiunte a mezzo di natanti, costruite o ristrutturate in primavera, e utilizzate  solitamente  da  maggio  a  settembre. (…) Molte   vengono   demolite   in   autunno,   ma   diverse  rimangono  per  tutto  il  corso  dell’anno,  addirittura  per  più  anni  consecutivi.  I siti con  maggior  densità  sono  gli  scanni  meno  frequentati,  lontani  dai  flussi  turistici abituali:  Scanno  del  Bastimento,  Scanno  del  Canarin,  Scanno  Boa,  Scanno  della  Batteria,  Scanno Gallo, Scanno Cavallari”.

“Da una parte i curatori dell’Atlante, convinti dell’importanza di una diffusa sensibilizzazione, formulano una vera denuncia: questo abusivismo edilizio appare troppo trascurato pur essendo causa dell’alterazione morfologica di un habitat di interesse comunitario; proprio  questa  forma  di  turismo  incontrollato, spesso  accompagnato da cani in grado  di  aumentare  notevolmente  l’effetto  di  disturbo sulla fauna nidificante, determina sensibile calo nelle presenze di  specie quali  la  Beccaccia  di  mare,  il  Fratino  e  il  Fraticello, specie di interesse conservazionistico. D’altra parte, tuttavia, gli stessi autori, attenti a fornire indicazioni pratiche nella gestione del territorio, esprimono chiaramente la loro convinzione secondo cui un’azione equilibrata, basata su conoscenze di dettaglio, in grado di prevedere e prevenire le diverse implicazioni della presenza antropica, può in definitiva permettere la conservazione della biodiversità e dell’idrodinamismo in costruttiva convivenza con attività economiche durevoli in prospettiva futura”.

“È giusto che venga mantenuta una libera fruizione di questi scanni da parte delle persone, fruizione, però, che non deve danneggiare fauna e flora. Ecco dunque che Sagittaria propone agli enti competenti l’individuazione di settori degli scanni dove permettere questo tipo di turismo tradizionale e stagionale, e di settori, invece, da dedicare esclusivamente alla biodiversità, motore del turismo e patrimonio di rilevanza internazionale da preservare e tramandare”.

 

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