15 aprile 2018 22:30

L'INDAGINE

Terrorizzavano e truffavano gli anziani preti: presi gli sciacalli

Casi in Polesine
Vari sacerdoti truffati anche in Polesine

ROVIGO – Si è conclusa nella mattinata di ieri, con l’arresto di quattro italiani, tre uomini e una donna, un’importante operazione dei Carabinieri del comando provinciale di Padova. I 4 sono ritenuti sodali in un’associazione a delinquere dedita  a commettere truffe in danno, per lo più, di anziani sacerdoti, anche polesani, e comunque di persone anziane, che dal 2016 ad oggi ha messo a segno almeno 15 colpi riuscendo ad impossessarsi di oltre 152mila euro.

Nei loro confronti il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, dottoressa Pansini, accogliendo il quadro accusatorio proposto dal Pubblico Ministero Forieri, frutto della condivisione delle risultanze investigative fornite dai Carabinieri della Stazione di Padova-Prato della Valle, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere in considerazione del fatto che – secondo le tesi dell’accusa – se lasciati in libertà avrebbero potuto commettere altre truffe in danno di persone particolarmente vulnerabili a causa dell’età e soprattutto della loro formazione morale, soprattutto in considerazione del fatto che anche dopo che furono oggetto di perquisizione un anno addietro hanno continuato a delinquere con lo stesso modus operandi.

I 4 avevano allestito – a quanto emerso dagli accertamenti – degli studi legali virtuali, creando tramite provider specializzati, e-mail e numeri telefonici, apparentemente plausibili, e spacciandosi appunto per avvocati, contattavano le vittime per telefono avvisandoli che erano venuti a conoscenza di un loro contenzioso pendente presso il Tribunale di Milano, per controversie relative al mancato pagamento di abbonamenti di prodotti editoriali. Di fatto promettevano che con la loro intermediazione, il fantomatico debito maturato, sempre prospettato  esorbitante ( non meno di 150.000 euro) poteva essere estinto con una cifra molto più bassa che di solito oscillava tra i 10.000 e i 30.000 euro.

Le vittime, hanno ricostruito gli inquirenti, venivano scelte in maniera scientifica; i quattro redigevano veri e propri elenchi di potenziali obiettivi e procedevano in maniera sistematica. Le prede più ambite sono risultate essere proprio gli anziani prelati, tanto è che dei 15  casi accertati ben 13 sono sacerdoti molto anziani. Questi ultimi indeboliti sia dall’età che da una formazione morale che tenta di escludere la malizia e aumentare la  fiducia verso il prossimo sono quelli che hanno pagato il conto più salato. Le vittime risiedevano tutte in province del nord Italia: Padova, Rovigo, Treviso, Gorizia, Udine, Trento, Brescia.

Le indagini partono a settembre del 2016 dalla denuncia raccolta dai Carabinieri della Stazione di Padova-Prato della Valle ad un anziano sacerdote di 80 anni. Per il Comandante del reparto e per i suoi uomini è diventato un punto di orgoglio capire chi avesse circuito l’anziano prelato per oltre 10.000 euro facendo leva sulla sua minore capacità difensiva. Dagli accertamenti iniziali, agli investigatori si apre lo spaccato di un mondo fatto di menzogne e bugie, di falsi avvocati e studi legali, di tecnologie legali usate in modo fraudolento, di atti falsificati ad hoc. In questo ginepraio iniziano a destreggiarsi fino ad individuare i conti correnti su cui finivano i soldi truffati alle ignare vittime e dai cui arrivano agli arrestati.

Tanta la sfrontatezza del quartetto che neanche dopo aver subito una perquisizione a marzo 2017, in cui vennero sequestrate carte di credito, personal computer e documentazione varia che ha poi corroborato l’odierno quadro indiziario, hanno smesso di delinquere. Gli arresti sono stati associati alle casa circondariali di Monza e Milano.

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