15 aprile 2018 19:53

I NUMERI DEL TURISMO

Polesine, 300mila ospiti per 5 notti: la lenta ripresa di un settore su cui puntare

Arrivi e presenze crescono ma meno che altrove, Rovigo cenerentola del Veneto e lontana dai fasti di un tempo

VENEZIA – Anche se i numeri del passato sono lontani, il Polesine risale la china ed il numero dei turisti ospitati nello scorso anno ha fatto un ulteriore passo avanti. Trascinata dal comparto balneare, infatti, la provincia di Rovigo ha abbondantemente superato quota 300mila arrivi e quella del milione e mezzo di presenze. I due diversi numeri danno la dimensione completa delle vacanze in Polesine: quello degli arrivi, infatti, registra la quota di turisti che fanno tappa da queste parti, quello delle presenze, invece, ne calcola i giorni in cui restano sul territorio. I turisti che visitano Rovigo e, in particolare il Delta del Po, mediamente quindi soggiornano qui circa 5 giorni. Non poco, se si considera che la media regionale è, invece, di circa tre giorni e mezzo.

Trattandosi di medie, ovviamente si perdono sfumature e distinzioni, ma il dato è comunque significativo. Ed è l’unico, forse, che sembra sorridere al Polesine che, in realtà, è ancora la Cenerentola del Veneto anche sul fronte del turismo. Fra l’altro, nel 2011, tanto per dare una misura, le presenze erano state circa 2milioni (1.026.300 italiani, 932.709 stranieri), l’anno scorso 1.551.545 (757.208 italiani e 794.337 stranieri). I tempi d’oro, quindi, sono lontani. E se Venezia, che da sola assorbe quasi la metà degli arrivi complessivi a livello regionale, 9,5 milioni dei 19 totali registrati nel 2017, fa per ovvie caratteristiche storia a sé, seguita da Verona che mette insieme altri 4,7 milioni di arrivi, anche province meno “forti” dal punto di vista strutturale in ambito turistico, come Vicenza e Treviso, staccano nettamente il Polesine, rispettivamente con 790mila e 974. Con Belluno, che può contare sull’attrattività, estiva ed invernale delle Dolomiti, che si attesta a 972. Proprio Vicenza e Treviso sono le due province che hanno fatto registrare il maggiore incremento rispetto al 2016: +14,4% e +11.9%. La media regionale e del +7,4% e la crescita di Rovigo è al di sotto: 5,4%. Meno anche della crescita complessiva del comparto balneare, che fra 2016 e 2017 è cresciuto del 6,4%. I mesi di maggiore afflusso in Polesine sono quelli estivi, con luglio che con 414 mila presenze tallona da vicino agosto con 483mila.

Restando “al mare”, nel complesso le presenze crescono meno degli arrivi, +5,5%, con il 35,5% dei turisti che sono “made in Italy, con un aumento del 4,3% e 5,6 notti di permanenza media, mentre fra gli stranieri, come sempre, i più assidui sono i tedeschi, il 24,3%, con un aumento del 7,3% e con un soggiorno medio di 8,3 notti, seguiti dagli austriaci, il 12,2%, con una crescita del 6,5% ed una permanenza media di 5,1 notti. Da segnalare come se si considerano le sole città d’arte si consolida il turismo cinese, terzo come flusso dopo quello italiano e quello statunitense, con una fetta arrivata a ben il 6,7% del totale grazie ad un’impennata dovuta al +19,4% registrato fra 2016 e 2017. A livello di strutture, in Polesine 744mila presenze, circa la metà del totale, sono assorbiti da campeggi e villaggi turistici, 446mila da alloggi privati e solo una quota di circa un quinto, ovvero 300mila, dagli alberghi (con quelli a tre stelle che fanno la parte del leone, con oltre i due terzi del totale, 212mila). Ancora “di nicchia” gli agriturismo, con 35mila presenze.

I dati sono contenuti nel rapporto ufficiale del movimento turistico nel Veneto nell’anno 2017, predisposto dall’Unità organizzativa sistema statistico della Regione del Veneto, in collaborazione con la Direzione Turismo, “Abbiamo intitolato il rapporto ‘un continuo crescendo’ – ha spiegato l’assessore regionale al Turismo Federico Caner –, perché i numeri del 2017 sono quasi tutti preceduti dal segno ‘più’ nel confronto con gli anni precedenti: rispetto al 2016 crescono, infatti, gli arrivi (oltre 19 milioni, +7,4%), le presenze (circa 70 milioni, +5,8%), gli italiani (+ 5,2% negli arrivi e +3% nelle presenze), gli stranieri (+8,6% negli arrivi e +7,1% nelle presenze), la spesa dei turisti stranieri (+5,7%), gli arrivi nelle singole Province e in ogni comprensorio (città d’arte, mare, lago, terme, montagna) e per ogni tipologia di struttura ricettiva. Segno ‘più’ che ritroviamo anche nelle stime dei primi tre mesi di quest’anno, a confermare le ottime prospettive anche nel 2018 per il turismo del Veneto che si conferma sul gradino più alto tra le regioni italiane sia per arrivi che per presenze. Il confronto sui dati del 2016, l’unico possibile perché non tutte le Regioni dispongono ancora di quelli dello scorso anno, attestano che il Veneto totalizza il 15,3% di arrivi e il 16,2% di presenze di turisti dell’intera penisola”.