13 aprile 2018 21:59

IL CASO ROVIGO

Il nodo ancora irrisolto dell’ipoteca sul Maddalena

Al vaglio dell'amministrazione ipotesi di "rimodulazione del finanziamento"

ROVIGO – Riqualificazione ex ospedale Maddalena e questione Polo Natatorio: sui due temi che tengono in stallo la città vige un silenzio assordante. Tirando le orecchie, qualche notizia dai corridoi di palazzo arriva e, quando la politica chiude la bocca e non risponde neppure in consiglio comunale (LEGGI ARTICOLO), non resta che accontentarsi.

Partiamo dal progetto di riqualificazione dell’ex ospedale Maddalena già destinatario di un finanziamento del Consiglio dei ministri da 13,5 milioni di euro (sul valore complessivo del progetto di 18 milioni) ma sul quale peserebbe come un macigno una grossa ipoteca sullo stabile oggetto centrale del progetto, l’ex ospedale (LEGGI ARTICOLO). Chiaramente i privati, prima di cedere al Comune l’immobile che potrà poi procedere con i lavori, così come da convenzione, dovranno estinguerla. Ma il tempo passa e non arrivano notizie sulla soluzione della vicenda. Così sembra proprio che al vaglio dell’amministrazione, in questo momento, vi siano diverse ipotesi di “rimodulazione del finanziamento”, almeno una delle quali analizzata considerando la possibilità che il privato l’ipoteca non possa estinguerla.  Rimodulazioni che dovranno poi passare al vaglio del Consiglio dei Ministri. L’unica parola ufficiale, sul tema, l’avrebbe proferita il sindaco durante l’incontro con gli abitanti della frazione di Mardimago ai quali avrebbe comunicato che andrà a Roma il 20 aprile per parlare del finanziamento per il Maddalena.

E sulla vicenda del Polo Natatorio? Tra i corridoi di Palazzo Nodari sarebbe in circolazione una notizia positiva per l’amministrazione: il terzo privato pronto a rilevare le quote di Veneto Nuoto (e si dice ce ne sia più di uno), e permettere così l’avvio della transazione che vedrebbe il Comune impegnato per 2,3 milioni di euro, potrebbe presentare domanda formale la prossima settimana. Almeno, così l’amministrazione si augura. Ma è meglio non esultare troppo visto che, il sindaco Massimo Bergamin aveva dichiarato con esultanza il caso chiuso il 19 gennaio (LEGGI ARTICOLO). E invece siamo ancora qui.