15 aprile 2018 13:33

TEATRO DON BOSCO

Lo spettacolo più breve del mondo conquista tutti

ROVIGO – Una gran bella serata, dopo il grande successo e i sold-out delle prime date in Veneto, per Carlo & Giorgio, che hanno portato il loro nuovo, attesissimo spettacolo Temporary Show al Teatro Don Bosco di Rovigo sabato 14 aprile alle 21.15. Con Temporary Show (Lo spettacolo più breve del mondo), Carlo & Giorgio approfondiscono il loro impegno artistico e la loro capacità di osservare gli umori del quotidiano, in una chiave sempre più proiettata sugli aspetti, talora grotteschi, della vita di tutti noi. I due autori ed attori veneziani sono, oggi più che mai, una delle realtà più significative del teatro veneto, e si stanno affermando sui palcoscenici italiani. Lo spettacolo, dal titolo accattivante porta la firma di Carlo D’AlpaosGiorgio Pustetto e Cristina Pustetto, con la regia di Paul Kargγokris e scenografia e regia luci di Paolo Lunetta.

Uno show in linea con i nostri ritmi, perché, si sa, non abbiamo un attimo di tempo, le nostre giornate sono talmente piene di impegni da non darci un secondo di tregua: dobbiamo fare tutto e subito in tempo reale, senza fermarci mai e sempre con la sensazione di non avere abbastanza tempo – spiegano gli artisti – Figuriamoci poi potersi concedere un’intera serata a teatro. Sì perché oggi tutto è temporary, provvisorio, sfuggente: l’arte moderna dura lo spazio di una mostra, i cinema proiettano film di cui spesso non ricordi più nemmeno il titolo, a teatro si va in scena ogni sera per poi smontare tutto e spostarsi veloci in una nuova piazza. Anche la moda vive in un respiro, i temporary shop sono ormai la nuova tendenza consumistica. Siamo così alle prese con la frenesia e il senso di ‘provvisorietà’ che ci sentiamo temporary perfino noi stessi, in crisi di identità e in cambiamento costante ogni giorno, al punto da chiederci: ma quello di un’ora fa ero sempre io? E quindi, proprio per venire incontro alle esigenze del pubblico, ecco Temporary Show: per chi va di fretta e non ha tempo da perdere, un’esperienza ai confini della brevità”.

Così descrive lo spettacolo il regista: “Un’opera, quella di Carlo & Giorgio, ‘trasettica’, in quanto non più luogo ideale, perfettamente in sé raccolto e concluso, per mettervi a dimora immagini decantate attraverso il calcolo e il pensiero, la regola e la ‘misura’, bensì un campo indeterminato, turbato, ‘sregolato’, di un fluire diretto dell’emozione sulla scena stessa che, in tal modo, sfugge alle convenzioni spaziali e temporali, e si determina nella flagranza, affettiva, gestuale e tattile, di un atto creativo che non conosce il rigore dell’attesa e che esclude la contemplazione estatica evocata dal distacco tra l’essere e l’agire, in cui la piccola realtà della nostra vita posa consolata e come recinta di difese”.

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