16 aprile 2018 14:40

LEGAMBIENTE

Inquinamento: “Situazione drammatica e ordinanze inutili”

L’associazione presenta i dati di “Mal’aria Veneto 2018” e le sue dieci proposte per migliorare l'aria

ROVIGO – “Aria sempre più irrespirabile in Veneto. Nel 2017 tutti i capoluogo di provincia del Veneto, si salva solo Belluno, si confermano fuorilegge con livelli di Pm10 alle stelle e sforamenti annuali che si attestano a: Padova 102, Venezia 94, Vicenza 90, Treviso 83, Rovigo 80, Verona 73, Belluno 18. Situazione critica in tutta la Pianura Padana e in tutto il territorio veneto dove non si registra alcun accenno a miglioramenti anzi peggio, si configura l’abbandono della cabina di regia da parte della Regione Veneto”.

Il rapporto veneto sull’inquinamento atmosferico regionale di Legambiente è stato presentato oggi a Padova per fare il punto sulla “grave situazione dell’inquinamento atmosferico che affligge i polmoni dei cittadini della regione e che sembra non essere una priorità ambientale e sanitaria per chi governa”.

“É un dato di fatto quanto l’emergenza smog sia sempre più cronica in Veneto – spiega Legambiente – anche nei primi tre mesi del 2018 abbiamo iniziato molto male: a Padova, nei primi 90 giorni del 2018 sono stati 37 i giorni oltre la soglia per la salute umana. A Venezia 33, Vicenza 28, Treviso 27, Rovigo e Verona 23 (Belluno 4). Insomma un inizio anno da ‘codice rosso’ a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili, al quale nessuna amministrazione locale ha saputo rispondere adeguatamente ma solo con deboli ordinanze derivanti dall’accordo padano e misure tampone che non hanno sortito alcun effetto”.

“È bene ricordare che stiamo parlando di un problema sanitario che incide enormemente sulla salute dei veneti – continua Legambiente – sono oltre 60 mila l’anno le morti per smog in Italia e la situazione continua ad essere drammatica dato che il problema, diffuso principalmente in pianura padana, ha costretto le regioni del Nord Italia e il Ministero all’Ambiente all’avvio di un tortuoso accordo di programma anti-smog sovra regionale”.

“Rispetto all’impegno dei Comuni coinvolti dall’accordo padano, si può notare come questi siano stati abbandonati dalla Regione e lasciati senza una cabina di regia generale Dall’analisi del rapporto si nota proprio come i Comuni siano stati costretti ad applicare limitazioni e misure dissuasive in maniera scomposta e non coordinata creando così confusione nei cittadini che si spostano da una città ad un’altra. In soccorso della politica arrivano sempre e solamente gli eventi climatici, che negli ultimi otto anni tra pioggia, venti e temperature, appaiono chiaramente essere i soli e unici protagonisti di ogni variazione nelle concentrazioni di Pm10 in atmosfera, sia in negativo che in positivo”.

Ecco le 10 proposte di Legambiente per “tornare a respirare in veneto”: applicare i provvedimenti antismog indistintamente a tutti i comuni del Veneto; uniformare le ordinanze dei Comuni; ridisegnare strade piazze e spazi pubblici abbassando i limiti di velocità; aumentare il verde urbano; potenziare incentivi per una mobilità a emissioni zero; maggiori investimenti sul trasporto pubblico locale; stop ai veicoli inquinanti euro 3 compresi; implementare una differente politica tariffaria per la sosta in centro dei veicoli inquinanti; riqualificazione edifici pubblici e privati per ridurre i consumi e le emissioni; rafforzare i controlli su emissioni di auto, caldaie, edifici e industrie.

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