15 aprile 2018 20:35

DELTA DEL PO

Droni in volo per definire i confini lagunari, il risultato è storico

Se ne parlerà in un convegno organizzato dal Consvipo

ROVIGO – “I droni nella definizione demaniale delle lagune polesane”. E’ questo il tema del convegno che si terrà mercoledì 18 aprile nella sala del Centro visite dell’ex centrale Enel di Polesine Camerini, a partire dalle 14.30.
L’appuntamento è atteso da tempo perché riguarda la definizione delle proprietà lagunari nel delta del Po, un problema che risale agli anni Cinquanta quando, causa l’estrazione del metano, i terreni che erano emersi pian piano sono stati ripresi dalle acque. E’ da quel periodo che, per quanto riguarda i confini, non si è mai riusciti ad arrivare ad una definizione dal momento che, per modificarli, la legge stabilisce che vi debba essere una commissione presieduta dalla Capitaneria di porto con all’interno i tecnici individuati dal Demanio e altri componenti come, ad esempio, il Genio civile.

Ad entrare nel dettaglio della tematica affrontata durante il convegno è il presidente del Consorzio per lo sviluppo del Polesine Angelo Zanellato che si è speso in prima persona, insieme al sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan, per arrivare al risultato in questione. Sì, perché il Consvipo ha pensato di arrivare ad una soluzione adottando la tecnologia, ovvero utilizzando i droni per “fotografare” la zona lagunare a supporto della definizione dei confini.

Oltre alle difficoltà incontrate nel corso degli anni, il presidente Zanellato mette l’accento anche sull’aspetto economico: “Si parlava di oltre un milione e mezzo di euro – dice Zanellato che riprende: “Allora, nel 2010, dopo aver avuto esperienza professionale con il Sin, che è il Sistema informativo nazionale, siamo riusciti a porre l’attenzione attorno questo tema. All’epoca Claudio Bellan, in qualità di assessore provinciale, e il sottoscritto in qualità di presidente del Consorzio di sviluppo del Polesine, siamo riusciti con le convenzioni ma soprattutto con la proposta attuale a far porre dagli organismi competenti l’interesse al progetto. Si tratta, quindi di un progetto che nasce interamente in ‘casa Porto Tolle’ e che, poi, è stato sviluppato con l’aiuto del Sin, del Demanio, della Capitaneria di porto e del Catasto”.

Il progetto ha ottenuto la certificazione degli strumenti che sono stati utilizzati, ovvero i droni, con tutti i sistemi caricati su questi strumenti, i comandanti in quanto per gestire uno di questi strumenti bisogna avere riconoscimento Enac ed Enav per i voli ed il riconoscimento quindi del percorso che porta al risultato finale che verrà presentato mercoledì, da parte degli organismi del Demanio in quanto prossimo proprietario dei beni, il Catasto, in quanto questo lavoro è un frazionamento di una serie di mappali che si trovano sugli oltre 70 km di laguna sorvolati, utilizzando la foto interpretazione, la sovrapposizione del reticolo catastale, il frazionamento e, con un algoritmo elaborato dalla sede centrale nazionale del catasto, la trasformazione e la trasposizione del dato sul foglio catastale, che ne determinerà la proprietà definitiva.

“Durante il convegno, dunque – continua Zanellato – tutti gli enti che parteciperanno spiegheranno il proprio ruolo nel processo che ha portato alla fine ad una soluzione e verrà spiegato, inoltre, come nei prossimi giorni la commissione si farà carico di interpellare tutti i soggetti che ritengono di essere proprietari di quelle aree. Aree che in base al codice della navigazione risulteranno di proprietà pubblica e quindi saranno prese in carico dal demanio”.
Il risultato è a dir poco storico: al termine di questo processo, al quale manca solo il confronto diretto con gli ex proprietari, lo Stato e successivamente la Regione e le pubbliche amministrazioni avranno in mano oltre 1.200 ettari di nuovo terreno lagunare che potranno essere dati ai pescatori. “Questo si traduce – conclude Zanellato – con gli attuali parametri della Regione, in oltre 1.000 nuovi posti di lavoro che, collegati ai parametri stabiliti dallo Stato per la creazione di un posto di lavoro, significano oltre 300 milioni di euro portati in Polesine”.

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