16 aprile 2018 07:48

OSPEDALE ADRIA

“Serve una rete di comitati”

Prendiamo spunto da due trafiletti, comparsi sui giornali del 15 aprile, che, più o meno incidentalmente, ci chiamano in causa. Il primo, sul Corriere del Veneto, è del noto avvocato adriese Luigi Migliorini e sarebbe sciocco e presuntuoso non prenderlo in considerazione, stante l’arguzia dell’autore. Il secondo, non si sa se per vezzo di pseudonimo o per crudele scherzo di anagrafe, porta la firma di Amanita Muscaria e si qualifica per la medesima vivacità intellettuale del primo.
Luigi Migliorini fa una rapida e spietata disamina delle mancate promesse di Luca Zaia, fatte in occasione dell’ultima campagna elettorale adriese, confrontandole con la disastrata realtà attuale della sanità della città etrusca. Il secondo ci racconta che il servizio ospedaliero pubblico polesano ha impietosamente perso oltre 170 posti letto ( più del 20%), mentre quello privato ha aumentato i suoi di 39 (più del 13%), rispetto alle ultime schede ospedaliere.
Entrambi ci dicono che i comitati di cittadini poco di concreto hanno fatto o potevano fare e che, nel loro agire, hanno, comunque, fatto i conti senza l’oste, ovvero il Direttore generale dell’Azienda ULSS 5 Polesana, ligio esecutore delle direttive regionali.
E, non a torto, Amanita Muscaria definisce “oste” il dr. Antonio Compostella, stante la politica ubriaca della regione Veneto che, invece di incentivare la sanità pubblica, preferisce sostenere i privati, assegnando loro una cospicua fetta dei finanziamenti destinati alla sanità e preferendo applicare la politica dei tagli, con incredibile solerzia, alle sole strutture ospedaliere pubbliche.
Ora, noi non abbiamo la pretesa di asserire che, se non ci fossero il Comitato in difesa dell’ospedale di Adria e quello di Trecenta per il San Luca, questi due nosocomi sarebbero ridotti ancor più al lumicino. Crediamo, però, che aver tenuto alta l’attenzione sulle criticità della sanità del nostro Delta e dell’alto Polesine, monitorandole e rendendole pubbliche, mentre la politica locale latitava alla grande, non sia stata cosa da poco. Anche perché, forse l’avvocato Migliorini, al contrario di molti altri, non ne è al corrente, il nostro Comitato ha presentato al governatore Zaia, al suo assessore regionale alla sanità, alla Quinta commissione regionale, ai politici locali e a più di qualche parlamentare nazionale, una proposta alternativa di erogazione dei servizi sanitari e socio – sanitari, che riteniamo sia rispondente alle esigenze della nostra terra, senza derogare al sacrosanto principio di contenimento dei costi.
Contenimento che, però, non può avvenire sulla pelle dei cittadini e in aperta violazione (o tradimento, come afferma Amanita Muscaria) della Costituzione. Su una cosa, però, siamo d’accordo con tutti gli inoperosi osservatori, critici dei comitati: i cittadini non possono limitarsi agli esperimenti di democrazia diretta o di democrazia liquida. Anche noi crediamo che la formula scelta dal nostro Paese, della democrazia delegata, sia quella che ci consenta di contare, di avere peso nelle decisioni che ci riguardano. Ciò, ovviamente, a patto di non farsi rappresentare da degli incompetenti o da dei disonesti. E, allora, è il momento di prendere una posizione, che porti a risultati davvero concreti.
Ecco perché, da mesi ormai, stiamo lavorando per dare vita a un coordinamento di Comitati che, almeno in embrione, già esiste e ha cominciato a muovere i primi passi. E il coordinamento provinciale è solo una prima tappa, alla quale deve seguire un’organizzazione di Comitati regionali, con una piattaforma politica ben definita, che agisca come una lobby, in grado di influenzare, sui temi d’interesse, i politici regionali di riferimento.
Ma, poi, a pensarci bene, è proprio necessario avere politici di riferimento, quando si può trasformare un gruppo di pressione che, a livello regionale, conta moltissime adesioni, in un movimento politico di ispirazione civica, con i propri rappresentanti? Le elezioni regionali non sono lontanissime e noi stiamo già rimboccandoci le maniche.

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