15 aprile 2018 22:59

LA RASSEGNA E LA RASSEGNAZIONE

Il big della fotografia nello sgabuzzino, Zoppellaro dice no al Maggio

Ha immortalato vip di ogni tipo, da Lou Reed a Bolt, ma la sua città lo snobba

ROVIGO – Il “maggio” della città delle rose non è senza spine. E, prima ancora dell’inizio ecco un forfait doloroso per tutti. A cominciare dal protagonista, uno dei più apprezzati fotografi a livello internazionale, il rodigino Mattia Zoppellaro, cresciuto alla scuola di Oliviero Toscani e poi entrato a far parte dell’élite dell’Agenzia Contrasto. Sue tante copertine delle più importanti riviste con gli scatti di cantanti, sportivi, attori e tutti i personaggi più celebri del momento. Per intendersi, davanti al suo obiettivo hanno posato da Wes Aderson a Federica Pellegrini, da Lou Reed a Usain Bolt, da Giorgio Armani e Giulio Andreotti, da James Franco alla nazionale italiana di basket, solo per citarne un esiguo numero comunque in grado già di dare l’unità di misura. Zoppellaro aveva dato la propria adesione ad esporre gratuitamente nella sua città, per dare il proprio contributo al “Maggio rodigino”, la retrospettiva realizzata in quattro anni, una sorta di studio antropologico per immagini, sulla fiera dei cavalli di Appleby, nell’Inghilterra nordoccidentale, e sui “nomadi” irlandesi. Ma qualcosa è andato storto.

“È con grandissimo rammarico – scrive su Facebook – che mi trovo costretto a rinunciare ad esporre il mio lavoro “Appleby” nella mia città. È proprio per il profondo affetto che provo nei confronti di Rovigo che mi sento in dovere di spiegare i motivi di questa mia dolorosa scelta. Nonostante mi fosse stato promesso Palazzo Roverella è stata mia premura chiedere di visitare personalmente le stanze da dedicare alla mostra (una prassi che seguo sempre). Sia le mie (ripetute) email che i miei (ripetutissimi) Whatsapp non hanno ricevuto alcuna risposta, fino ad un paio di settimane fa, quando dalla Fondazione Cariparo mi è stato comunicato che l’unica sede di esposizione sarebbe stata l’ex gift shop (nelle immagini sottostanti). Trovo superfluo giustificare i motivi del mio rifiuto. Tra le altre sedi proposte c’è stato il Ridotto del Teatro Sociale (per 1 giorno!)”.

Uno sfogo in piena regola, che sembra venato da un duplice rammarico. Con ulteriori code, che vengono debitamente sottolineate: “Ci tengo a precisare – aggiunge Zoppellaro, che ha esposto da Buenos Aires a Milano – che la mostra (per la quale non era prevista alcuna retribuzione) è stata da me finanziata sia per quanto riguarda le stampe fotografiche che le cornici, nonché lo spostamento del tutto da Milano a Rovigo. L’aver promesso il mio lavoro al Maggio Rodigino mi ha costretto a dover rinunciare ad altre proposte espositive remunerate. Ci tengo a precisare che la responsabilità dell’accaduto non ricade sullo staff di Rovigoracconta – Festival dei libri e della musica, may the force be with you!”.

CONSIGLIATI