05 marzo 2018 16:28

ELEZIONI POLITICHE 2018 ROVIGO

Giacometti, è lei l’unica polesana in Parlamento

E' (e resterà) vicesindaco e assessore alla sicurezza nella "sua" Badia Polesine

ROVIGO – Grande soddisfazione in casa Lega all’indomani delle elezioni politiche. Non solo la candidata polesana, Antonietta Giacometti, ha acquistato di diritto il biglietto per l’ingresso alla Camera dei Deputati, diventando di fatto l’unica polesana in parlamento, ma il partito di Salvini si colloca davanti a tutti nel nostro territorio: a Rovigo è primo partito, in Polesine in alcune zone ha raggiunto anche quota 40% di preferenze.

“Sono molto felice e ancora non me ne rendo conto – dichiara a caldo la Giacometti, che fa sapere che non lascerà il suo incarico a Badia Polesine dato che le sue dimissioni come vicesindaco sono state respinte da Giovanni Rossi, che continua a volerla come numero due e responsabile della sicurezza sul territorio -. Sono contenta che i polesani abbiano fiducia nel nostro partito e abbiano espresso la loro volontà di credere nel nostro programma, che vede come priorità l’autonomia del Veneto, la sicurezza, ma anche l’interesse economico dei pescatori e degli industriali. Farò tutto il possibile per rappresentare le esigenze di tutti alla Camera”.

I risultati, ovviamente, hanno dato grandi soddisfazioni anche agli altri esponenti della Lega polesana. In primis all’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha seguito ogni giorno la Giacometti nella sua campagna elettorale che si è svolta quasi a costo zero: “Antonietta sarà l’unica rappresentante polesana a Roma e dietro di lei ci saremo noi a darle tutto il nostro sostegno – spiega Corazzari -. Creeremo una trasmissione tra territorio, enti locali e palazzi romani per fare il bene del Polesine. Agiremo sui temi dell’ambiente, del territorio e dell’immigrazione, dato che questa terra è delicata e complessa e va rispettata. Se la Lega ha ottenuto così tanto consenso, anche nel Delta, è perché le persone hanno visto come lavoriamo e si fidano di noi”.

Più duro il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin: “L’arroganza di Renzi si è dimostrata tale e sono contento di sapere che si è dimesso. Oggi è il nostro 25 aprile: abbiamo fatto una campagna elettorale a costo zero perché obbligati e abbiamo comunque vinto. Si tratta di un punto di partenza, comunque: ora Antonietta sarà la nostra porta bandiera per scardinare un sistema che priva il nostro territorio dei nostri denari”.

Come lui, il coordinatore provinciale della Lega, Stefano Falconi: “Il primo obiettivo da raggiungere è quello dell’autonomia del Veneto, così come ci è stato demandato dagli elettori nel referendum dello scorso 22 ottobre. Secondo punto, la flat tax, per rilanciare l’economia italiana vessata da tasse e burocrazia. Infine agiremo per la sicurezza: rimpatrieremo i clandestini davvero e difenderemo gli italiani”.