10 marzo 2018 13:26

COLDIRETTI ROVIGO

Al Mercato coperto parola d’ordine #Stopcibofalso

ROVIGO – A rischio “fake” nel carrello della spesa un prodotto alimentare su quattro che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini. Per questo motivo anche Coldiretti Rovigo sta raccogliendo le firme dei cittadini per chiedere al Parlamento Europeo la possibilità di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso.

Per questo, sarà allestito presso il mercato coperto di Campagna Amica Rovigo in Tassina, sabato 10 marzo, un banchetto informativo dove i consumatori potranno trovare tutti i dettagli sulla petizione e firmare per vedere riconosciuto il diritto ad un’informazione trasparente sul cibo che acquistano. Nonostante i passi in avanti, infatti, permangono ancora ampie zone d’ombra e ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come dimostrano i ripetuti allarmi alimentari che si propagano rapidamente a livello planetario per la mancanza di trasparenza: dall’ultimo caso del latte in polvere francese alla salmonella per i bambini, alla carne di cavallo spacciata per vitello nei ragù, dai prosciutti ottenuti da maiali olandesi alimentati con mangimi alla diossina fino al succo di arance brasiliane trattate con il carbendazim, un pesticida vietato in Europa.

Due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono, infatti, da maiali allevati all’estero senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine, come avviene anche per il fiume di 200 milioni di chili di succo di arancia straniero che valica le frontiere e finisce nelle bevande all’insaputa dei consumatori perché in etichetta – sottolinea Coldiretti – viene segnalato solo il luogo di confezionamento. Un problema che riguarda in realtà tutti i salumi, la frutta trasformata in generale (dalle confetture alle conserve), l’insalata in busta, il pane o i funghi conservati che spesso arrivano dalla Cina, paese ai vertici mondiali per gli allarmi alimentari.

È possibile firmare la petizione #Stopcibofalso promossa da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica al mercato coperto in Tassina e presso gli uffici dell’associazione.