27 febbraio 2018 19:27

SANITA' ROVIGO

Vent’anni di scuola (ed eccellenza) all’ospedale

Il servizio permette ai piccoli pazienti di pediatria di non perdere l'attività didattica

ROVIGO – La scuola primaria istituita all’interno del reparto di Pediatria dell’ospedale rodigino compie vent’anni. Un progetto importante per i piccoli pazienti, che riescono a trovare una loro quotidianità scolastica anche se ricoverati in ospedale, che si è realizzato grazie agli sforzi dell’azienda sanitaria, dell’istituto comprensivo 4 di Rovigo e del Comune capoluogo, che da sempre collaborano per la riuscita del servizio.

Un traguardo celebrato oggi, martedì 17 febbraio, all’interno della Cittadella sanitaria, alla presenza del direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella, la dirigente scolastica Paola  Malengo e la docente addetta all’insegnamento in ospedale, Marina Romagnolo, insieme al sindaco .

“Questa scuola che è un’eccellenza veneta – spiega Compostella -. Accoglie bambini dai 6 agli 11 anni, ma non solo, anche quelli dell’infanzia e secondaria, che si trovano tutti a condividere un senso di impreparazione e sconforto dovuti al ricovero. All’interno dell’ambiente viene data priorità alla salute, e quindi alle terapie, ma si cerca di ripristinare un ambiente ordinario, con una stanza per le lezioni e utilizzando anche laboratori e videoconferenze”.

Soddisfatta la dirigente scolastica, Paola Malengo: “Vengono organizzati laboratori, lezioni: non è una scuola autoreferenziale, ma aperta al territorio. Coinvolgiamo enti, associazioni, si realizzano spettacoli ed eventi, incontri di lettura e con i campioni dello sport. Le lezioni sono seguite dalla docente Marina Romagnolo”.

Giovedì 1 marzo è in calendario anche un convegno proprio per spiegare della valenza educativa di questo progetto: a partire dalle ore 9, in Cittadella, si parlerà di scuola e ospedale, con esperti medici ed educatori e a seguire, in Teatro studio, alle 20.30, andrà in scena invece uno spettacolo teatrale per i bambini della città con la compagnia “Fantaghirò”.