13 febbraio 2018 17:38

SANITA' E SOCIALE ROVIGO

Malati di Alzheimer a carico del Ssn, lo stabilisce la Cassazione

ROVIGO – La battaglia per le cure degli anziani non autosufficienti ricoverati in struttura a carico dello Stato ha ottenuto una vittoria in Corte di Cassazione. E chi di queste battaglie ha sempre fatto una bandiera non può che esultare. E’ il caso di Cristiano Pavarin, candidato al Senato con la lista Liberi e uguali.

Pavarin, che è anche un membro del “Comitato per l’articolo 32 – sanità e sociale” del Polesine, spiega tutta la vicenda: “E’ di qualche giorno fa l’ennesima sentenza della Corte di Cassazione che condanna la Regione Lazio a risarcire il famigliare di un malato di Alzheimer per le spese sostenute nel periodo in cui il malato era stato ricoverato in una residenza sanitaria assistenziale. Anche in questo caso, secondo i giudici, i costi per l’assistenza del paziente affetto da morbo di Alzheimer, deve essere interamente a carico del Sistema sanitario nazionale e non deve gravare su pazienti e familiari”.

“Una sentenza analoga di pochi mesi fa – continua Pavarin – aveva fatto da apripista per la class action avviata dall’associazione romana ‘Avvocato del cittadino’ che rappresenta una speranza per i familiari dei malati. A meno che non abbia un Isee sotto i 15mila euro, ancora oggi, molte famiglie devono sobbarcarsi in maniera esclusiva l’onere di garantire un’adeguata assistenza medica ai propri cari. Contribuendo attivamente al ‘Comitato art. 32 del Polesine’, sostengo da anni ciò che è stato sentenziato: le persone gravemente ammalate di Alzheimer necessitano, per la loro condizione, di adeguata assistenza prevalentemente di tipo sanitario e per questo motivo da ritenersi interamente a carico del Servizio sanitario nazionale”.

Secondo il candidato “il diritto alla salute è sancito dai diritti universali della nostra Costituzione e deve essere assicurato attraverso il finanziamento pubblico derivato dalla fiscalità generale. Purtroppo il Governo Gentiloni, attraverso la revisione dei Lea, ha peggiorato la situazione trasferendo i costi sanitari a carico delle famiglie che possono sperare di accedere unicamente ai generici fondi sociali dei comuni che non sono mai stati rifinanziarli adeguatamente. Bisogna scardinare queste dinamiche ed attuare un piano straordinario per la non autosufficienza dove enti locali e sanità collaborino per mettere in campo un’adeguata copertura finanziaria e una capillare programmazione territoriale che preveda anche la gestione dell’assistenza in regime di domiciliarietà”.

A questo punto Pavarin conclude: “Ho deciso di candidarmi con Liberi e Uguali a queste elezioni per perseguire il mio impegno in un ambito superiore, per portare avanti, con la passione e la serietà di sempre, i diritti di tutti ma soprattutto dei malati, dei bisognosi e di chi è in difficoltà”.

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