10 febbraio 2018 12:28

ELEZIONI POLITICHE 2018 ROVIGO

“Legittima difesa, mio l’unico disegno di legge”

ROVIGO – “Il mio? È stato l’unico disegno di legge sulla legittima difesa”. Bartolomeo Amidei rivendica a pieno titolo la sua paternità quando apparteneva ancora al vecchio gruppo politico del senato: il candidato capolista di Fratelli d’Italia al Senato (plurinominale) ritorna infatti su uno dei più importanti risultati del mandato parlamentare ormai in scadenza mettendo i puntini sulle “i”. Sulla questione, uno dei temi più cari in assoluto al centrodestra anche in questa campagna elettorale, era intervenuto nei giorni scorsi anche Silvio Berlusconi che su Rete 4, davanti alle telecamere di “Dalla vostra parte”, rilanciando la “necessità di cambiare la legge”: è appunto a tal proposito che Amidei puntualizza ribadendo “con assoluta convinzione e determinazione che a casa propria ci si deve poter difendere sempre”.

Il parlamentare polesano uscente, già in tempi non sospetti – correva il 2016 – aveva depositato come primo firmatario un ddl, il numero 2341, volto a modificare l’attuale impianto legislativo. “L’ho sempre detto e mi ripeto volentieri – rileva il senatore citando un passaggio fondamentale del suo documento -: si deve superare la norma che recita che la difesa dev’essere proporzionata all’offesa, inserendo un nuovo concetto, la cosiddetta ‘presunzione della legittima difesa’. Cioè: chi viola la nostra intimità, mettendo a rischio l’incolumità altrui entrando in casa con il chiaro intento di delinquere, può esser dissuaso con ‘qualsiasi’ strumento atto a bloccarne l’azione delittuosa”.

Per Amidei, si tratta di un “provvedimento ispirato alla volontà di tutelare maggiormente, rispetto a quando non avvenga oggi, chi subisce un’aggressione all’interno delle mura di casa propria, o comunque all’interno della propria area privata”. Chi, in una parola, viene violato nel suo intimo più profondo, nel luogo che ritiene più sicuro e in cui risiedono le sue proprietà e i suoi affetti. “La legislazione di questo Paese – incalza il candidato di Fratelli d’Italia – non riconosce a chi viene aggredito nè diritti nè risarcimenti ma nemmeno, e questo appare grave, quel principio di reciprocità che deve necessariamente appartenere ad un Paese che si ritenga civile e democratico”.

Insomma, per il senatore il concetto appare chiaro: i limiti dell’attuale legge – pensiero sposato pubblicamente nei giorni scorsi anche da Berlusconi – sono evidenti, così come l’articolo 52 del Codice penale, che non tutela a sufficienza i cittadini: il rischio, più che concreto visti i vari precedenti degli ultimi anni, è quello di vedersi accusare di omicidio persino volontario, “quasi che le vittime avessero premeditato deliberatamente di togliere la vita ad un altro essere umano, non riconoscendo invece alle vittime la volontà invece di difendere, anche con la forza, dalla violenza altrui la propria vita e quella dei propri cari. Una cosa che trovo francamente assurda e inconcepibile”.