Posta Rossini

26 febbraio 2018 15:44

POSTA ROSSINI

Il graffio

Avrete letto che il vento siberiano che sta spazzando la città da qualche giorno ha fatto qualche danno, specie in piazza Merlin, dove un albero è rovinato al suolo. A parte il dispiacere per la pianta, sicuro rifugio di piccioni, gazze e merli, questa cosa che gli alberi cadono a terra potrebbe diventare un tema di dibattito urgente.

Non che i giornali si siano tirati indietro. “Paura in centro”, leggo da una parte. “Tragedia sfiorata”, scrivono da quell’altra. A essere onesti, la possibilità che un albero, cadendo in centro a Rovigo la domenica, possa davvero colpire qualcuno mi pare che si approssimi al livello del miracolo, visto che in centro a Rovigo normalmente non passeggia più quasi nessuno, figurarsi quando impazza il Buran…

Del resto, la probabilità che un albero cada in un centro commerciale è quasi altrettanto remota, essendo ogni forma di vita vegetale e animale bandita da questi luoghi (con l’eccezione della muffa e del muschio): più probabile, in tema di stragi, un’impennata di morti a causa dei gas di scarico delle auto accalcate in tangenziale per raggiungere il centro commerciale.

In ogni caso, poco importa che la minaccia vegetale sia improbabile. Potrebbe comunque fare breccia nei cuori dei rodigini e dei loro amministratori, ormai delusi dalle scarse performance di analoghi spauracchi, tipo gli immigrati o i piccioni. Questi ultimi, non fanno molto più che “scacazzare” in giro per i portici: una noia. Quanto agli immigrati, paiono proprio non voler dare la soddisfazione di compiere quei crimini efferati che una buona fetta di cittadini si attendono da loro. Giusto qualche scazzottata ogni morte di Papa, del tutto insufficiente a garantire l’invio di militari a presidiare le strade da parte dello Stato italiano (o di Putin, secondo le versioni).

Insomma, proviamo con l’emergenza alberi e conseguente allarme, paura, polemica politica, la gente non ne può più, finirà che qualcuno si farà giustizia da solo. Magari, invece dell’esercito, ci mandano i forestali: farebbero comodo per fare un po’ di manutenzione a quel che resta del verde pubblico in città.

Miaoooo